01:35 03 Dicembre 2020
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Secondo la Direzione investigativa antimafia il patrimonio della famiglia di origine sinti che “comanda” su Roma Sud tra racket, droga, omicidi e riciclaggio, è pari a 90 milioni di euro.

Le foto delle ville con le statue gigantesche e pacchiane, dei water d’oro e del lusso più sfrenato, in stile Scarface, hanno fatto il giro del mondo nel 2018, quando, con l’operazione di abbattimento di otto ville in zona Quadraro, nella parte meridionale della Capitale, è stato dato un duro colpo al clan Casamonica.

I sequestri si sono susseguiti negli anni, a colpi di milioni di euro, abitazioni, terreni, auto di lusso e contanti. Ma il clan, arrivato dall’Abruzzo negli anni Sessanta, non accenna a cedere sotto il colpi delle inchieste, degli arresti e dell’accusa di associazione mafiosa.

L’ultimo atto in ordine di tempo è lo sgombero e l’abbattimento delle otto costruzioni, tra capannoni e villette abusive con piscina, in zona Romanina, che avviene a circa due anni dalla precedente demolizione di otto ville abusive al Quadraro, tra cui quella di Guerino Casamonica, capo del clan.

Il tesoro del clan

I primi colpi al clan sono arrivati per lo spaccio di droga, uno dei motori delle finanze della famiglia che ha fatto accendere i riflettori sui loro affari. Già nel 2012 ci sono stati i primi arresti e l’accusa di associazione per delinquere. Il clou, però, è arrivato negli anni successivi.

Dopo il sequestro delle ville al Quadraro nel 2019, gli investigatori hanno deciso di usare i metodi più tecnologici per indagare la zona e trovare tutto il tesoro dei Casamonica.

Fotografie satellitari, sistemi per l'aereofotogrammetria, metaldetector e georadar per cercare denaro, oro, gioielli e armi nascosti dove prima c’erano le otto ville sulla collina, il fortino dello spaccio della famiglia.

Nelle ville, infatti, sotto mattonelle e botole erano stati trovati droga e contanti nascosti a più già nella prima fase dei controlli. L’idea di cercare nel sottosuolo, nei cuniculi e nelle vie di fuga costruite nelle ville, è venuta fuori dopo che alcuni ex abitanti delle ville pochi giorni dopo la demolizione si erano intrufolati nella zona forzando i cordoni della polizia per cercare qualcosa rimasto sulla collina, secondo gli investigatori.

I principali sequestri al clan sono avvenuti nell’ambito delle inchieste “Gramigna” e “Gramigna bis”. Si contano 20 milioni di beni sequestrati a giugno di quest’anno, 1,5 milioni di euro di beni nel 2019, tre milioni nel 2016.

Si tratta sempre di autovetture, denaro contante, orologi, i preferiti sono i Rolex d’oro, ville, polizze assicurative, immobili storici, appartamenti, bar, concessionarie di auto (che servono per riciclare il denaro) e una sorta di tesoro nel tesoro sepolto in un terreno a Ciampino già confiscato nel 2017, un libro mastro con i nomi delle vittime e gli assegni delle estorsioni.

Chi sono i Casamonica

Per ricostruire la storia dei Casamonica bisogna risalire agli anni Sessanta, quando un gruppo di origine sinti arriva dall’Abruzzo e dal Molise con roulotte e cavalli che dal niente crea un impero illecito nella zona di Roma Sud, alla Romanina, ad Anagnina, a Porta Furba, nel Tuscolano, a Spinaceto e nelle zone ancora più a sud verso Frascati e Monte Compatri.

I Casamonica si sono fatti strada nella malavita della Capitale grazie a una struttura piramidale ben precisa che affonda le sue radici nell’appartenenza alla famiglia e nei legami che via via Vittorio Casamonica, celebrato come il “Re” nell’ormai noto funerale con carrozza e le canzoni del Padrino, crea con i parenti: i Di Silvio, Spada (il clan di Ostia), Di Rocco, Bevilacqua, Spinelli e De Rosa. E con le lezioni che apprende dal “Dandy” di Romanzo crimimale, Renatino De Pedis, con cui lavora per qualche anno, affiancato al cassiere della Banda della Magliana, Enrico Nicoletti.

Un mix di violenza, spregiudicatezza e fame fa dei Casamonica in pochi anni il gruppo di criminali più temuti di Roma Sud. Vittorio Casamonica, il capo clan, il capo famiglia, risulta nullatenente negli anni Novanta, ma secondo la Guardia di Finanza aveva già un patrimonio.

La ramificazione della famiglia arriva negli anni ai piani alti della politica e degli affari della Capitale: fanno scalpore le foto di Luciano Casamonica, cugino di Vittorio, con il candidato al Campidoglio e sindaco uscente Gianni Alemanno nel 2013.

Un altro dei punti di forza del clan sono le donne, pari ai mariti, fratelli e padri nella violenza dei metodi. Se il compagno o l’uomo di casa va in galera sono loro a gestire gli affari.

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Clan Casamonica, Mafia
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