08:10 02 Dicembre 2020
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Il prossimo 23 ottobre si preannuncia un venerdì nero, con lo sciopero generale indetto dalla Confederazione Unitaria di Base (Cub): a rischio treni, aerei, trasporti e uffici pubblici.

La pandemia non ferma gli scioperi. Venerdì prossimo, il 23 ottobre, in diverse città d’Italia, si preannuncia una giornata da bollino nero. Ad incrociare le braccia saranno i lavoratori iscritti alla Confederazione Unitaria di Base (Cub). Le richieste del sindacato vanno da una “riforma degli ammortizzatori sociali per garantire reddito per periodi lunghi, aumento dei salari e pensioni”, agli investimenti per la sanità pubblica e per la scuola, abbassamento delle tasse e “rilancio ruolo e presenza dello Stato negli asset produttivi del Paese”.

Si prevedono ripercussioni sui trasporti, in particolare nella Capitale. Come riferisce Roma Today potrebbero fermarsi bus, tram e metropolitane, eccezion fatta per le due fasce di garanzia: fino alle 8.30 e dalle 17 alle 20 il servizio dovrebbe essere comunque assicurato.

A rischio anche i servizi al pubblico del Campidoglio, come comunica lo stesso sito del Comune di Roma.

Probabili le ripercussioni sugli orari dei treni, visto che i lavoratori di Ferrovie dello Stato hanno fatto sapere di aver aderito allo sciopero. Anche a Milano rischiano di fermarsi per 24 ore i mezzi pubblici e i treni di Trenitalia e Trenord, che, si legge su FanPage, hanno deciso di scioperare nuovamente il prossimo 15 e 16 novembre.

Non solo. Nel capoluogo lombardo è prevista anche una manifestazione che partirà alle 9.30 da largo Cairoli. Si prevedono quindi disagi in città anche sul fronte del traffico.

La mobilitazione interesserà anche il trasporto aereo e quello marittimo da e per le isole. “O si lotta adesso con forza per difendere i nostri diritti acquisiti o dopo sarà purtroppo tardi”, ha detto nei giorni scorsi il segretario generale della CUB, Marcelo Amendola.

“Non sono pessimista, ma abbastanza realista nel pensare che, dopo il passaggio della seconda ondata di Covid, nel nome del sacrificio e della crisi, saremo tutti precari, senza reddito e senza futuro – ha affermato il sindacalista in una nota - perciò bisogna rispondere con un’azione di lotta, come lo sciopero generale da noi proclamato”.

“Dobbiamo essere noi oggi, a fermare tutto per far valere i nostri diritti – ha concluso - non aspettando loro con i lockdown per farci morire di fame!

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