09:58 29 Ottobre 2020
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Secondo Maurizio Taruggi, proprietario del Centro Sportivo Athlon di Roma, un nuovo lockdown porterebbe alla chiusura dell'80% delle palestre italiane.

I costi per riaprire dopo il lockdown sono stati ingenti e gli spazi ridotti di almeno del 35% delle presenze (fino al 50% per i bambini), oltre alle ulteriori spese per la sanificazione costante e il personale aggiunto, non hanno certo permesso di rientrarci. Soprattutto se si considera il meno -70% degli incassi da settembre a oggi.

Il settore del fitness e delle palestre è stato messo in ginocchio dalle restrizioni dovute all'emergenza sanitaria e, in caso di nuove strette, rischia di non rialzarsi più.

"Se così fosse, significherebbe la chiusura definitiva di circa l′80% delle strutture dell’intero territorio nazionale", ha detto all'Ansa Maurizio Taruggi, proprietario del Centro Sportivo Athlon di Roma, storica palestra della capitale.

Secondo Taruggi, misure che vanno a colpire un settore ingiustamente additato come proliferare di possibili focolai.

"Da quando abbiamo riaperto a giugno, dopo il lockodown, non abbiamo registrato neanche un caso di positività: altro che palestre focolai... In tutta questa incertezza veniamo sempre tirati in mezzo, anche se siamo regolati già da norme rigide che facciamo rispettare a tutti. La linea del governo è condivisibile laddove si va a limitare l’attività non controllata, ma noi siamo i primi a presidiare il territorio. Vogliamo che ci venga data fiducia perché chi non rispetta le regole noi lo allontaniamo", ha chiesto.

Riguardo la sua palestra, Taruggi assicura che i protocolli applicati sono quelli imposti anche dalla Federazione Italiana Nuoto per le piscine.

Per restare vicino ai suoi iscritti, il Centro Sportivo Athlon ha inoltre creato una app per gli allenamenti a distanza. Una modalità per adesso gratuita, che offrirebbe l'opportunità di raggiungere potenziali nuovi iscritti ma la situazione di costante incertezza e la crisi economica li fanno desistere. 

Il devastante impatto del lockdwon e del periodo seguente non ha avuto un effetto sul settore solo perché "dopo aver spento una macchina, per farla ripartire ci vogliono soldi", ma anche per via degli ingenti rimborsi a clienti impossibilitati a frequentare le strutture. 

"Io ho emesso voucher in maniera estesa per circa 250-300 mila euro", ha quantificato Taruggi, specificando come ciò avrà un impatto sui futuri fatturati. 

L'esercente si lamenta anche per il "terrorismo contro le palestre", che nelle ultime settimane ha portato la sua attività a registrare un desolante '0' alla voce ' nuovi iscritti.

E siccome "la situazione non si sbloccherà certo entro i prossimi due-tre mesi, dobbiamo imparare ad adattarci a questa nuova realtà", ha concluso sconsolato.

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