13:37 21 Ottobre 2020
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Il sindaco di Napoli ai microfoni di Radio24, se la prende con il governatore campano per la decisione di chiudere le scuole, che definisce una resa dinnanzi all'incapacità di rafforzare la rete sanitaria e le terapie intensive, in tutto "110 posti per 6 milioni e mezzo di abitanti", denuncia.

"Il tema non è il trasporto o la scuola, ma è la sanità pubblica. Però ce la si prende con la scuola: De Luca ha chiuso fino al 30 ottobre ma non riaprirà, si arriverà a Natale. Che dubbio c'è, con questi numeri e con l'incapacità di tenerli sotto controllo", ha detto Luigi De Magistris intervistato da Radio24. 

Il sindaco di Napoli è molto critico verso la linea dura del governatore della Campania, Vincenzo De Luca, che proprio giovedì sera, per far fronte all'impennata dei contagi ha firmato una nuova ordinanza con una stretta su feste e scuole, vietando i matrimoni e decretando lo stop sino al 30 ottobre all'attività scolastica in presenza. Una scelta che De Magistris considera una resa dinnanzi all'incapacità della regione di gestire l'emergenza sanitaria.

"Io la vedo come una bandiera bianca - ha osservato il sindaco di Napoli - un po' come una confessione dell'incapacità di rafforzare la rete sanitaria pubblica territoriale", aggiungendo che il governatore "dovrebbe invece commentare cosa non è stato fatto in questi mesi per evitare un provvedimento come questo, in poche ore, senza consultare nessuno, mettendo in ginocchio una comunità scolastica, una città. Per De Magistris una stretta come questa poteva essere evitata mettendo in campo una serie di provvedimenti.  

In Campania "non abbiamo più una rete territoriale in grado di monitorare i positivi e i contatti diretti", ha spiegato, lanciando un allarme: "La situazione è fuori controllo, l'assistenza domiciliare è inesistente, chiunque comincia ad avere dei sintomi anche non particolarmente gravi va a pressare sugli ospedali. Abbiamo speso tantissimo come Regione Campania e facciamo il minor numero di tamponi". 

Inoltre "le reti di territorio non riescono a monitorare la situazione - spiega - e quindi c'è un'autogestione della pandemia. Abbiamo 110 posti di terapia intensiva per il Covid su 6 milioni e mezzo di abitanti. E' chiaro che è una bandiera bianca, una sorta di confessione. Tutto quello che in questi mesi si doveva fare ed era prevedibile non è stato fatto".

Secondo de Magistris "siamo all'inizio di un'escalation che porterà al lockdown, magari non quello di massa come il primo ma a quello stiamo arrivando". 

La critica di Conte

Anche il premier Conte disapprova la scelta della regione Campania di chiudere le scuole, in controtendenza con le altre regioni e con i dati del Miur, che rilevano solo lo 0.08% dei contagi fra i banchi di scuola.

"Le singole Regioni possono adottare misure più restrittive, ma chiudere di blocco le scuole non è il segnale migliore che si possa dare", ha detto il premier, in un'intervista a margine del Consiglio europeo di Bruxelles.

I contagi a scuola 

Soltanto lo 0,08% dei contagi tra i più giovani è avvenuto tra i banchi di scuola. Lo rivela un'indagine condotta dal Ministero dell'Istruzione con la collaborazione dei dirigenti scolastici. 

Alla data del 10 ottobre nelle scuole ci sono stati 5.793 casi di positività  fra gli studenti,  1.020 i casi tra il personale docente, pari allo 0,133%,  283 casi tra il personale non docente, pari allo 0.139%, secondo le rilevazioni in data 10 ottobre comunicate questo giovedì dal Ministero dell'Istruzione. 

L'Istituto Superiore di Sanità ha confermato i dati del monitoraggio del Miur, su cui si è espresso il presidente Silvio Brusaferro. 

"I dati odierni confermano che la trasmissione del virus a scuola è limitata rispetto a quella che avviene in comunità, perciò è ancor più importante monitorare e rispettare le regole anche al di fuori del mondo scolastico", ha detto Brusaferro, in un tweet riportato dall'ISS. 

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Coronavirus, Campania, Italia
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