06:11 24 Ottobre 2020
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Al processo un medico che avrebbe violato l'isolamento ad aprile per operare una donna che si trovava in pericolo di vita ad Aosta. Insieme al medico sarebbe sotto accusa anche il direttore sanitario dell'Usl il quale avrebbe al tempo dei fatti dato l'autorizzazione.

Ad Aosta una donna è stata ricoverata ad aprile all'ospedale Parini per un'aneurisma all'arteria splenica e si trovava in condizioni talmente serie da non poter essere trasferita. L'unico medico in grado di operare la paziente, Gianluca Iob, si trovava in quarantena perché era in precedenza risultato positivo al Covid, così il direttore dell'Usl ha concesso l'autorizzazione al chirurgo per la violazione dell'isolamento, in modo che quest'ultimo potesse operare la donna.

Il pm ha richiesto per la violazione della quarantena che entrambi il medico primario ed il direttore dell'Usl ricevano un decreto penale di condanna da 5mila euro.

Quel giorno di aprile il primario Gianluca Iob è stato prelevato con un'apposita ambulanza, che dopo l'operazione lo ha riportato a casa. Per l'accusa tutto questo non sarebbe dovuto accadere perché è stata violata la normativa sulla quarantena, ma l'ex direttore sanitario Pier Eugenio Nebiolo, che ha autorizzato tutto con una mail, rifarebbe tutto perché così è stata salvata una vita umana.

"Ci siamo trovati di fronte a un'emergenza. Il chirurgo, l'unico in grado di eseguire un intervento del genere aveva avuto quello che noi definiamo un'esito debolmente positivo al tampone" spiega Nebiolo.

Dopo l'intervento sia il personale sanitario che la paziente erano stati sottoposti a tampone, che aveva dato esito negativo.

"Anche se fosse stato positivo al 100 per cento avrei fatto altrettanto. L'équipe che ha operato con lui era consapevole. Il risultato finale è che abbiamo salvato la vita a una persona" ha concluso l'ex dirigente.

Tuttavia il pm Francesco Pizzato ha chiesto comunque la condanna per medico e dirigente, coinvolgendo anche il responsabile del 118Luca Cavoretto, che ha disposto il trasporto di Iob in ambulanza verso l'ospedale e poi di nuovo a casa.

Nella giornata di ieri il primario di un reparto dell'ospedale Torrette di Ancona insieme ad un medico suo collaboratore sono stati invece accusati del reato di divulgazione di segreto d'ufficio per aver rivelato in anticipo gli argomenti d'esame e le risposte esatte per un concorso pubblico alla fidanzata del collaboratore, 27enne candidata per il posto in ospedale.

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