19:37 24 Ottobre 2020
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In vista della scadenza del blocco ai licenziamenti, sale la preoccupazione per i lavoratori che dal 1 gennaio del 2021 potrebbero trovarsi a rischio licenziamento. Il segretario dell'Uilm Rocco Palombella propone a tal proposito la rinuncia all'aumento salariale dei lavoratori in cambio di una proroga al blocco di tre anni.

In seguito alle parole del Ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli sull'impossibilità di una proroga del blocco ai licenziamenti che al momento si trova in scadenza, i sindacati hanno reagito al rischio di licenziamento per un milione di lavoratori a partire dal 1 gennaio 2021.

"Non credo che rimandare significhi risolvere il problema dei disoccupati. Stiamo individuando gli strumenti per non far licenziare, ma non per obbligare a non licenziare" ha ribadito Patuanelli a margine dell'evento al Talen Garden.

Uilm: "Siamo disposti a sacrificare gli aumenti salariali, ma nessun licenziamento nei prossimi 3 anni"

"I ministri si dovrebbero interessare di risolvere le centinaia di crisi industriali che rischiano di far perdere decine di migliaia di posti. Dal rinnovo dei metalmeccanici dipende quello di 10 milioni di lavoratori che hanno il contratto scaduto. Noi siamo disposti a sacrificare, nuovamente, gli aumenti salariali a una condizione: nessun licenziamento nei prossimi tre anni" ha affermato Rocco Palombella, segretario generale Uilm.

Cisl: "No a interruzione blocco licenziamenti, si rischia dramma sociale e avvitamento"

"La rete di protezione sui licenziamenti deve essere confermata ed andare di pari passo con la ripresa economica, il sostegno alle imprese, sin quando l’emergenza Covid non sarà superata e fino a quando non ci sarà stata la ripartenza degli investimenti, insieme ad una riforma degli ammortizzatori sociali nel segno della semplificazione e della universalità. In un anno, nonostante il blocco, abbiamo già perso 425mila posti di lavoro, un numero impressionante, concentrato in particolare sulle fasce più deboli, giovani e precari e dovuto in gran parte a scadenze di rapporti a termine ed a fine di attività autonome" ha dichiarato il segretario generale aggiunto CISL Luigi Sbarra.

​Cgil: "Necessario senso di coesione e di responsabilità collettive"

"Allungare gli ammortizzatori Covid e, in ragione della possibilità di prevedere che le imprese possano usare la cassa integrazione per accompagnare una transizione che dimostra di essere ancora lunga, mantenere il blocco dei licenziamenti sono decisioni che devono essere prese subito, fino a tutto lo stato di emergenza" ha dichiarato la segretaria confederale della Cgil nazionale Tania Scacchetti.

"I lavoratori e le lavoratrici che hanno sorretto il Paese in questi mesi, meritano certezze e risposte alla loro condizione. Non si può pensare che, in una situazione occupazionale già fortemente compromessa prima del Covid, la libertà di licenziamento sia decisiva per la ripartenza dell’economia" ha concluso Scacchetti.

Negli scorsi giorni il presidente di Confindustria Carlo Bonomi ha affermato che la scadenza del blocco ai licenziamenti rappresenterà per l'Italia un momento critico.

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