14:35 31 Ottobre 2020
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La Toscana ha registrato 80mila ricoveri in meno durante i primi sei mesi di lockdown e con l'arrivo della seconda ondata autunnale potrebbero essere messi in discussione ulteriori interventi operatori e visite specialistiche.

Negli ospedali in Toscana, in particolare nei reparti di Medicina interna, c'è molta attenzione nei confronti di tutti quei pazienti "ordinari", con malattie croniche, le cui richieste ed esigenze sono messe a rischio da questa seconda ondata di contagi Covid, vista la necessità di una filiera sanitaria di controlli.

Durante i mesi di lockdown i percorsi per le urgenze sono rimasti attivi ma molte visite ordinarie sono state fatte online.

"Come già denunciato nei mesi scorsi, il covid ha lasciato strascichi non solo nelle persone colpite dal virus e nelle organizzazioni degli ospedali, ma anche su tutti gli altri pazienti, soprattutto cronici e fragili, che in questi mesi hanno registrato molte più difficoltà nell'accesso ai servizi. Servono immediate assunzioni, investimenti negli ospedali, ed una più efficiente presa in carico dei pazienti sul territorio", sottolinea il presidente della Fondazione Italia in Salute Federico Gelli commentando il nuovo rapporto di Cittadinanzattiva.

Rapporto di Cittadinanzattiva: più di due pazienti su 5 parlano di esami e visite cancellate

Il Rapporto di Ciitadinanzattiva nasce dal racconto di 34 associazioni di pazienti con malattie croniche e rare aderenti al Coordinamento nazionale Associazioni Malati Cronici.

  • Più di due pazienti su cinque raccontano di visite, esami o interventi cancellati, mentre più di uno su tre ha avuto difficoltà a restare in contatto con gli specialisti e i centri di riferimento per la propria patologia.
  • Più di uno su dieci non aveva a disposizione i dispositivi di protezione individuale o non ha trovato i farmaci di cui aveva necessità perché, molto spesso, utilizzati per i pazienti Covid.

"Un racconto che mostra, attraverso la vita delle persone con patologie croniche e rare durante il Covid-19, che se si fosse attuato a tutti i livelli il Piano nazionale delle cronicità, molta della sofferenza si sarebbe potuta evitare. Ma è un racconto che restituisce anche - in modo tangibile - la grande forza riformatrice delle organizzazioni civiche, capaci di rispondere tempestivamente ai nuovi bisogni, organizzando servizi, costruendo alleanze, segnalando in modo puntuale cambiamenti normativi o procedurali necessari, mobilitando risorse (umane ed economiche), innovando le proprie modalità di funzionamento e introducendo e promuovendo pratiche dalle quali non si dovrà tornare indietro quando tutto sarà finito", dichiara Anna Lisa Mandorino, vice segretaria generale di Cittadinanzattiva. 

Alle difficoltà "pratiche" si sono inoltre aggiunti i disagi psicologici, segnalati da quasi tre cittadini su cinque:

  • incertezza
  • paura
  • ansia
  • tristezza
  • senso di solitudine
  • angoscia
  • fatica
  • confusione

Sono questi gli effetti che la pandemia ha scatenato sui pazienti con malattie croniche e rare, a partire dal lockdown e con conseguenze ben visibili ancora oggi. 

 

Secondo gli ultimi dati pubblicati dal Ministero della Salute, in Italia ieri si è registrato il record di contagi Covid con 8804 contagi, con 83 morti e 1899 guariti.

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