10:46 20 Ottobre 2020
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La candidata aveva ottenuto l'unico posto disponibile a tempo determinato di sei mesi grazie all'aiuto dei medici che le avevano rivelato in anticipo le risposte. Denunciati i medici coinvolti nel concorso dell'ospedale di Torrette di Ancona.

La Guardia di Finanza del nucleo di polizia economico-finanziaria di Ancona ha denunciato per il reato di divulgazione di segreto d'ufficio il primario di un reparto dell'ospedale Torrette del capoluogo insieme ad un medico suo collaboratore: questi ultimi avrebbero rivelato in anticipo gli argomenti d'esame e le risposte esatte per un concorso pubblico alla fidanzata del collaboratore, 27enne candidata per il posto in ospedale.

Il concorso pubblico era stato indetto dall'Azienda Ospedaliera per un posto a tempo determinato della durata di sei mesi riservato ad uno specialista "nella cura delle anomalie del linguaggio e dell'articolazione della parola", un logopedista. La ragazza è risultata l'unica tra i 40 candidati a conseguire l'idoneità al test, composto da 30 domande, rispondendo correttamente a tutte.

Secondo quanto ipotizzato dagli inquirenti, la prova scritta sarebbe stata volutamente resa molto complessa, garantendo solo a chi avesse già le risposte l'idoneità al test.

Tramite le indagini tecniche i finanzieri si sono accertati che le domande della prova d'esame, con le relative risposte esatte, erano state materialmente predisposte sul proprio pc personale dal medico fidanzato con l'unica partecipante idonea, nonostante quest'ultimo fosse totalmente estraneo alla commissione giudicatrice.

Tali domande sarebbero poi state consegnate al presidente di commissione tramite una chiavetta usb, il quale avrebbe deciso di somministrare ai candidati i quesiti il giorno dell'esame senza la dovuta pre-condivisione con gli altri due membri della commissione, entrambi logopedisti dello stesso ospedale.

Nella giornata di oggi a Gela la Guardia di Finanza ha messo a segno un blitz per smantellare un ingegnoso sistema di contrabbando di carburante nel comune siciliano. Nel corso dell'operazione sono anche state poste sotto sequestro preventivo tre società di Misterbianco, Augusta e Gela, legate alle indagini.

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