05:11 20 Ottobre 2020
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Secondo uno studio pilota portato avanti dal team del Laboratorio Covid dell’Ieo, coloro che hanno avuto sintomi meno gravi da Covid corrono il rischio di una seconda infezione a causa della perdita in tempi brevi degli anticorpi presenti nell'organismo.

Nelle persone che hanno avuto una forma di Covid meno grave, il livello di anticorpi prodotti dal sistema immunitario si dimezza entro un mese dalla guarigione e questa condizione suggerisce che le persone che hanno già contratto il virus in forma lieve devono continuare ad adottare misure anti-contagio per evitare una seconda infezione. Lo ha dichiarato uno studio pilota realizzato dal team del Laboratorio Covid dell’Ieo, guidato dai ricercatori Federica Facciotti, Marina Mapelli e Sebastiano Pasqualato, pubblicato sul Journal of Clinical Medicine.

Secondo i risultati dello studio portato avanti presso l’Istituto europeo di oncologia (Ieo) di Milano, il test sierologico non può essere utilizzato per rilasciare l’ipotetica 'patente di immunità', ma è efficace per monitorare e eventualmente identificare la presenza di nuovi focolai.

Sono stati analizzati i sieri di 16 malati Covid in forma lieve e di 23 pazienti che hanno subito un ricovero ospedaliero in terapia intensiva. I suddetti campioni sono stati poi confrontati con i sieri di soggetti non infetti (aderenti a studi Ieo svolti prima del 2015).

"Abbiamo trovato che i pazienti non ospedalizzati avevano livelli di tutti gli anticorpi anti-Covid più bassi rispetto ai pazienti ricoverati in terapia intensiva, e che questi livelli, eccetto quelli degli anticorpi contro la proteina virale N, risultavano dimezzati entro un mese dalla scomparsa del virus dall’organismo" spiega la ricercatrice Marina Mapelli.

I risultati dello studio, secondo quanto affermato dal ricercatore Pasqualato, confermano i dati di studi cinesi e inglesi che mostrano la diminuzione degli anticorpi anti-Covid in un breve lasso di tempo. Questa condizione di mancanza di anticorpi potrebbe permettere una reinfezione per nuova esposizione al virus, ma non si sviluppino sintomi di malattia perché il sistema immunitario, già allenato, si attiva.

Ieo all'opera per l'elaborazione di un test sierologico meno oneroso

"Il tema della reinfezione diventa importante nella seconda ondata del virus, ma il tracciamento delle persone positive al Covid si è presentato come una priorità sin dall’esordio della pandemia. Il tampone naso-faringeo è infatti uno strumento economicamente oneroso, ed è in grado di dare riposte circa la presenza di infezione esclusivamente al momento del prelievo" ha spiegato Federica Facciotti.

Ieo è all'opera per l'elaborazione di un test sierologico Elisa (acronimo per Enzyme Linked Immunosorbent Assays) in grado di misurare la quantità di anticorpi prodotti dal sistema immunitario in risposta al contatto virale, e la loro persistenza nell’organismo.

"Abbiamo messo a punto, in collaborazione con il Laboratorio di Federico Forneris dell’università di Pavia, un test che rileva le immunoglobuline G (IgG), affidabile al 95%, a un costo accessibile per tutte le strutture di ricerca. Successivamente lo abbiamo utilizzato per uno studio pilota su un campione di medici e infermieri malati di Covid-19, con l’obiettivo di identificare l’intensità e la durata dell’azione protettiva degli anticorpi nei soggetti infettati" conclude Facciotti.

Secondo gli ultimi dati pubblicati dal Ministero della Salute, nelle precedenti 24 ore in Italia sono stati registrati 5.901 nuovi contagi, 41 decessi e 1.428 guarigioni da coronavirus. Il numero complessivo dei casi di Covid-19 in Italia dall'inizio dell'epidemia ha raggiunto i 365.467.

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