14:42 31 Ottobre 2020
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Il Cts chiede la riduzione della capienza dei mezzi pubblici al 50% e molti governatori delle regioni propongono il ritorno alla didattica a distanza per evitare il sovraffollamento dei trasporti. Speranza esclude questa ipotesi e pensa allo smart working. Il governo potrebbe introdurre nuove misure per sciogliere il nodo trasporti.

E' di nuovo scontro tra governo e Regioni, non soddisfatte dal nuovo dpcm firmato il 13 ottobre. Questa volta il pomo della discordia è costituito dai trasporti, troppo affollati per mantenere le distanze di sicurezza tra i passeggeri. Il Cts chiede di ridurre la capienza del 50%, ma Asstra, l'associazione dei trasporti, mette in guardia su una stretta sulla capienza che potrebbe costare la mobilità a 257mila persone. Oggi è prevista una riunione preliminare al ministero dei Trasporti. E nuovi provvedimenti potrebbero essere adottati per alleggerire la pressione sui mezzi pubblici. 

Sulle soluzioni al sovraffollamento dei trasporti, le regioni sono in contrasto con il governo che punta allo smart working e a maggiori controlli a bordo, senza escludere la possibilità di una riduzione della capacità dei mezzi pubblici.

Le regioni ipotizzano invece il ritorno alla didattica a distanza per alleggerire il trasporto pubblico e chiedono sussidi per incrementare i servizi in caso di riduzione di capacità. Il presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, ritiene che la DaD sia l'ultimo rimedio estremo, qualora il governo "avesse deciso di ridurre la capienza attualmente prevista per i mezzi di trasporto pubblico". Ma la ministra Lucia Azzolina ha categoricamente escluso il ritorno alla DaD. 

"I ragazzi sono felici di essere tornati a scuola. E ci devono rimanere. Anche per quelli più grandi la didattica in presenza è fondamentale perché garantisce formazione ma anche socialità, che altrimenti i giovani andrebbero a cercare altrove", ha detto ieri all'agenzia Ansa il ministro dell'Istruzione.

Dello stesso avviso è il ministro della Salute Roberto Speranza, che piuttosto pensa al potenziamento dello smart working e allo scaglionamento degli ingressi. 

"Partirei da queste due strade - ha precisato il ministro - provando a non entrare immediatamente nelle questioni che riguardano la scuola, che è considerata dal governo una priorità assoluta. Tutto ciò che si può mettere in campo per affrontare il  tema legittimo dei trasporti va fatto partendo da altro rispetto alla scuola. Poi chiaramente l'evoluzione epidemiologica chiederà valutazioni in corso settimana dopo settimana", ha detto Speranza, durante un'audizione alla Commissione parlamentare per l'infanzia e l'adolescenza, specificando che a differenza della prima ondata "ora il contagio è in tutto il Paese" e richiede soluzioni condivise. 

Per sciogliere il nodo dei trasporti questo pomeriggio ci sarà una riunione preliminare al Mit a cui seguiranno le valutazioni della Conferenza delle Regioni.

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Scuola, Coronavirus, Italia
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