21:00 24 Ottobre 2020
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La Fondazione Gimbe denuncia il numero limitato di tamponi effettuati durante questa nuova ondata di contagi da Covid e critica il mancato potenziamento di capacità di testing & tracing.

Il nuovo aumento di casi Covid nel territorio nazionale, monitorato anche dalla Fondazione Gimbe, ha portato a nuove restrizioni da parte del Governo con l'approvazione del nuovo Dpcm.

La Fondazione denuncia il fatto che, nella fase di risalita dei contagi, i servizi sanitari territoriali non sono stati potenziati nelle capacità di testing & tracing nonostante le risorse assegnate dal Decreto Rilancio.

"In un momento cruciale per l’evoluzione del quadro epidemico e, di fatto, per il futuro del Paese, la Fondazione GIMBE, impegnata nel monitoraggio indipendente della pandemia sin dal suo esordio, sente il dovere civico di analizzare numeri e dinamiche che indicano nell’insufficiente capacità di tracciamento dei nuovi casi una delle determinanti del progressivo incremento dei casi iniziato a fine luglio, che dopo un mese ha innescato l’aumento dei ricoveri, e dopo circa 2 mesi quello dei decessi" ha affermato il Presidente Nino Cartabellotta.

​Numero di tamponi inadeguato: tallone d'Achille della strategia di prevenzione della seconda ondata Covid

I ricercatori riferiscono che dall'inizio della pandemia allo scorso 11 ottobre sono stati effettuati 12.564.713 tamponi, ma solo a partire dal 19 aprile è possibile scorporare dal totale il numero di casi testati, cioè i soggetti sottoposti al test per confermare o meno l'infezione, a esclusione dei test ripetuti sulla stessa persona per confermare o meno l'avvenuta guarigione virologica. Fino alle aperture del 3 giugno, inoltre, il numero medio di casi testati si è mantenuto attorno ai 35 mila al giorno, per poi scendere ai 25 mila giornalieri.

​Bene il potenziamento dei tamponi rapidi, ma deve essere effettuato da mani esperte

​Gimbe riporta le misure messe in atto dal governo per potenziare le capacità di testing attraverso il singolo tampone al posto del doppio, che permetterà di recuperare il 40% dei tamponi, ed il potenziamento dei tamponi rapidi.

Secondo Gimbe sui test rapidi ci sarebbero alcune difficoltà nell'utilizzo immediato di questo tipo di test, dal momento che gli ambulatori medici di famiglia spesso si dimostrano strutturalmente inadeguati a garantire percorsi dedicati per i casi sospetti di Covid, che nelle scuole la figura di medico di plesso non risulta ancora sistematicamente implementata e che in generale manca il training necessario ad elaborare questo tipo di test.

La probabilità di risultati falsamente negativi al tampone rapido, sottolineano i ricercatori, aumenta in mani non esperte.

Troppa la responsabilità dei cittadini sul controllo epidemico

"Considerato che i numeri riflettono comportamenti sociali e azioni di contenimento relativi a 2-3 settimane precedenti gli effetti delle misure restrittive del nuovo Dpcm non potranno essere immediate. In ogni caso, l’entità delle restrizioni stride con il mancato potenziamento dei servizi territoriali deputati al tracciamento, nonostante le risorse già assegnate dal Decreto Rilancio. Ancora una volta, i ritardi burocratici e i conflitti tra Governo e Regioni scaricano sui cittadini la responsabilità del controllo epidemico attraverso restrizioni delle libertà personali" ha concluso Cartabellotta.

Secondo gli ultimi dati del Ministero della Salute il numero totale di contagi da Covid in Italia è salito a 359.569, con un aumento di 4.619 con 85.442 test effettuati. Nelle ultime 24 ore sono morte 39 persone e ci sono stati 891 guariti. Il totale di attualmente positivi è salito a 82.764.

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