05:45 24 Ottobre 2020
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Sul tavolo della riunione tra il ministro della Salute, Roberto Speranza, e i membri del Comitato tecnico scientifico, ci sarà un documento che descrive tre scenari per l'evoluzione della seconda ondata: ecco quali sono.

L’allerta rossa scatterà quando l’indice Rt salirà sopra quota 1,5. È a quel punto che il Comitato tecnico scientifico suggerirebbe al governo di adottare lo stop agli spostamenti tra regione e regione e un nuovo lockdown totale. È quanto emerge dal documento che, secondo il Messaggero, che ne ha pubblicato il contenuto, è stato messo a punto dalla task force di esperti arruolata dal premier Giuseppe Conte.

È prevista per oggi l’attesa riunione “urgente” tra i membri del Cts e il ministro della Salute, Roberto Speranza. Il Comitato di specialisti avrebbe preparato un dossier con tre possibili scenari che il governo dovrebbe prepararsi a fronteggiare.

Primo scenario

Per ogni scenario, ovviamente, ci sono anche le risposte considerate adeguate. Il primo è quello in cui ci troviamo in questo momento. La situazione, attualmente, è considerata da bollino giallo. L’indice Rt è elevato ma il numero dei contagi resta “gestibile dal sistema sanitario nel breve-medio periodo”.

Le misure suggerite per contenere il contagio sono quelle di cui si è parlato in questi giorni e che con tutta probabilità, salvo correttivi dell’ultimo minuto, troveremo all’interno del prossimo Dpcm: distanziamento sociale sui mezzi pubblici, preferenza per lo smart working, limitazioni per attività sportive, palestre, bar e ristoranti. E poi, l’istituzione di zone rosse localizzate con il blocco della mobilità se necessario nelle “aree geografiche sub-regionali”. È già successo negli ultimi giorni a Latina, nel Lazio, e a Monte di Procida, in Campania, dove l’indice della contagiosità è salito più che altrove.

Sempre nel caso di allerta gialla gli esperti suggeriscono il ricorso alla didattica a distanza per le scuole in cui ci sono un numero significativo di casi.

Secondo scenario

Se queste misure non fossero sufficienti e l’indice Rt salisse ancora, fino ad arrivare all’1,5, si parlerebbe di allerta arancione. È la situazione in cui rischiano di trovarsi alcune regioni italiane che nei giorni scorsi avevano registrato valori dell’indice di contagiosità superiore all’1,25, ma ancora lontano dall’1,5. A questo punto gli esperti raccomandano l’adozione di misure “straordinarie” come lockdown temporanei e lo stop di tutte le attività che non permettono il distanziamento sociale, oltre che il blocco della mobilità regionale e intra-regionale. In questo caso sarebbero a rischio anche scuole e attività produttive con situazioni critiche.

Terzo scenario

Ma il salto indietro alla scorsa primavera si avrebbe soltanto qualora l’indice Rt superasse la soglia dell’1,5. Significa che la diffusione del virus sfugge al controllo e che gli ospedali potrebbero iniziare ad andare in sofferenza.

Siamo nello scenario “rosso”, quello che nessuno si augura perché presupporrebbe il ricorso ad una nuova chiusura generalizzata di tutte le attività. Le scuole dovrebbero tornare alla didattica a distanza e sarebbero vietati gli spostamenti da una regione all’altra.

Per ora è un'ipotesi che sembra ancora molto lontana, ma che la task force che coadiuva il governo nella gestione della pandemia, secondo quanto riferisce il Messaggero, evidentemente non esclude.

Nella riunione di oggi con il ministro Roberto Speranza, però, a tenere banco ci sarà anche e soprattutto la questione dei tamponi, con i drive in e gli ospedali di diverse città in affanno di fronte al numero imponente di persone da controllare.

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