14:45 31 Ottobre 2020
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Rafforzamento dello smart working, possibili chiusure localizzate nelle "zone rosse", restrizioni agli orari dei locali e stretta su eventi e assembramenti: sono queste alcune delle misure allo studio del governo, che potrebbero essere contenute nel prossimo Dpcm. E non si esclude la chiusura delle regioni in caso di peggioramento.

Domani il ministro della Salute, Roberto Speranza, vedrà i membri del Comitato tecnico scientifico. Sul tavolo della riunione urgente ci saranno i numeri dell’epidemia. I contagi sono cresciuti di 5.372 unità nella giornata di ieri, mentre il report settimanale dell’Iss parla di “nuova fase epidemiologica con un notevole carico dei servizi territoriali”. Un aspetto da monitorare, secondo gli esperti, “per i suoi potenziali riflessi sui servizi assistenziali”. Tradotto, gli ospedali e, soprattutto, i reparti di terapia intensiva.

Per ora la situazione sembra sotto controllo, ma il governo vuole giocare d’anticipo per evitare di dover assistere ad una nuova chiusura di scuole e attività produttive. Per questo, nel nuovo Dpcm atteso per il prossimo 15 ottobre, saranno contenute una serie di misure che mirano ad appiattire la curva.

Le indiscrezioni trapelate finora sui media italiani parlano di un pacchetto di misure che includerebbe anche la possibilità di introdurre i cosiddetti “mini-lockdown”. Chiusure mirate dove la situazione rischia di sfuggire di mano, con provvedimenti studiati ad hoc, a seconda della gravità della situazione. È già successo a Latina, nel Lazio, dove sono entrate in vigore una serie di restrizioni studiate per limitare la crescita ulteriore dei contagi. Misure di questo tipo potrebbero essere applicate anche in Campania, dove il governatore Dem, Vincenzo De Luca, si è detto disposto ad un nuovo lockdown se si raggiungessero i mille contagi giornalieri.

Il governo, poi, secondo le anticipazioni dell'Ansa, vorrebbe che le aziende prediligessero lo smart working per i propri dipendenti e che fosse istituito un numero massimo per i passeggeri sui mezzi pubblici. Il documento, inoltre, potrebbe contenere lo stop per fiere, spettacoli, eventi pubblici e persino per i party privati. O quantomeno una limitazione per i partecipanti a questo tipo di manifestazioni. Nel mirino degli esperti ci sono anche le attività sportive, in particolare quelle che prevedono il contatto fisico tra gli atleti.

Sempre secondo l’Ansa, si ragiona su un possibile coprifuoco per i locali, che però rischia di avere pesanti ripercussioni economiche su un settore già messo in ginocchio dalla crisi portata dalla prima ondata. Per questo, il governo va avanti con i piedi di piombo. Forse, per il momento, si opterà per il divieto di sostare fuori da bar e ristoranti, che potrebbe rappresentare un ulteriore deterrente per chi non indossa la mascherina.

Ma per evitare di essere travolti da un nuovo tsunami tutte le possibilità restano aperte, persino quella del ritorno delle limitazioni agli spostamenti sul territorio nazionale. “Siamo pronti ad ogni intervento”, ha detto il ministro per gli Affari Regionali, Francesco Boccia, che nei prossimi giorni farà il punto su questo con i governatori.

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