14:52 31 Ottobre 2020
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Il WWF invita il mondo a stili alimentari più rispettosi della biodiversità e ci dice che abbiamo 9 anni prima di perdere la possibilità di ristabilire l'equilibrio tra natura e uomo.

Abbiamo 9 anni prima che il pianeta Terra perderà la possibilità di recuperare la sua biodiversità e per farlo dobbiamo cambiare il nostro regime alimentare. Tutti i paesi devono cambiare il loro regime alimentare e “solo così potremo invertire il trend in picchiata della perdita di biodiversità”.

A scriverlo nel giorno del secondo Friday for futures del mese di ottobre è il WWF Italia.

A causa del mondo in cui mangiamo, scrive il WWF, l’umanità ha “causato, finora, la perdita del 70% di biodiversità terrestre e del 50% di quella d’acqua dolce”.

Ci stiamo “divorando il pianeta senza capire quanto la nostra salute sia profondamente connessa con quella dell’ambiente in cui viviamo”, dice il WWF che ci ricorda come la pandemia ci abbia appunto ricordato la nostra dipendenza da un pianeta sano e che vive in equilibrio.

Non è una questione di fare la dieta intesa come dimagrimento, che delle volte porta all’anoressia, si tratta di scegliere un modo di alimentarsi diverso, a partire da come “vengono prodotti e da dove provengono” i cibi che mettiamo a tavola.

La Food Week del WWF

In occasione della Giornata mondiale dell’alimentazione di venerdì 16 ottobre, il WWF organizza la Food Week, una settimana di sensibilizzazione sul tema dell’alimentazione e della sua importanza nel preservare l’equilibrio del pianeta sul quale viviamo.

Sui social network si potrà partecipare e seguire la settimana attraverso l’hashtag #Menu4Planet.

Per l’occasione il WWF ha pubblicato uno studio dal titolo ‘Invertire la rotta: Il potere delle ‘diete amiche del pianeta’.

Il documento è scaricabile dal web e consultabile gratuitamente.

Le proposte del WWF sono 5 e non hanno una accezione particolare verso il veganesimo o altre forme di diete basate su nuovi stili di vita. Infatti uno degli obiettivi di preservazione evidenziati dallo studio riguarda proprio il farsi bastare i terreni agricoli che abbiamo e nutrire l’umanità senza l’ulteriore espansione dei terreni agricoli.

Ciò che bisogna fare, invece, è ottimizzare le rese delle colture, raggiungere emissioni negative, invertire la perdita di biodiversità, rispettare il budget di carbonio del settore alimentare.

Premio Nobel per la Pace al WFP 2020

Il Programma alimentare mondiale (WFP) ha ricevuto il Premio Nobel per la Pace 2020 per il suo impegno nello sfamare l'umanità e per il suo impegno nel "prevenire l'uso della fame come un arma di guerra e di conflitto".

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