12:10 21 Ottobre 2020
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Il Devoto-Oli 2021 riparte dalla pandemia sia in termini di nuovi lemmi aggiunti, ma anche presentando una versione digitale molto più sostanziosa della versione cartacea.

Il Devoto-Oli 2021, uno dei vocabolari della lingua italiana di riferimento, aggiunge 600 lemmi e tra questi figurano anche quelli legati alla pandemia. Così troviamo parole come lockdown, l’infelice traduzione dall’inglese di social distancing (distanziamento sociale), e ancora spillover, droplet, autoquarantena e anche quarantenare.

E se poi c’è qualcuno che ti vuol tamponare non pensare ad un tamponamento nel traffico, perché ora ha assunto anche il significato di essere sottoposti a tampone rinofaringeo.

Ovviamente nel vocabolario è entrato anche il nome della malattia, covid-19 e poi biocontenimento, il trattamento riservato ad alcuni connazionali trasferiti da Wuhan in Italia, o dagli ospedali italiani verso quelli tedeschi quando le terapie intensive della Lombardia erano quasi sature.

Dovoto-Oli 2021 anche digitale

Ideato da Gian Carlo Oli e da Giacomo Devoto nel 1967, il vocabolario della lingua italiana Devoto-Oli 2021 si sdoppia per diventare anche digitale.

Si dirà segno dei tempi, ma è significativo il fatto che la versione digitale contenga un numero di voci assai più alto (75mila la versione cartacea, 115mila la versione digitale) e 50mila definizioni in più.

La quarta edizione del Devoto-Oli nasce all’insegna del cambiamento digitale, una transizione che quest’anno ha assunto tutta la sua valenza nei momenti più critici della pandemia e anche dopo.

Gli altri neologismi

Il vocabolario ha introdotto nella lingua italiana anche nuovi termini nati in ambito politico come climaticida, denatalista, immigrazionismo, parlamentizzare.

E dall’economia arrrivano MES, bull market e bear market, tassa digitale ed anche ecotassa, quest’ultima figlia della transizione energetica.

La moda e le tendenze introducono nel vocabolario anche aquapole, aperisushi, fooding e dorayaki. Ma chissà se le insegnanti e gli insegnanti di lingua italiana saranno disposti ad accettare proprio tutte queste parole come parte integrante della lingua italiana.

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