00:17 22 Ottobre 2020
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Per la procura generale l'ex presidente dell'Anm ha messo in atto "condotte molteplici e plurioffensive", un modello "totalmente alterato" che si colloca "fuori da qualsiasi schema legale".

La procura generale della Cassazione ha chiesto l'espulsione di Luca Palamara dalla magistratura. E' la pena massima che il collegio disciplinare del Csm può infliggere. A farne richiesta è l'avvocato generale Pietro Gaeta. 

L'accusa ha sottolineato l'assoluta "gravità degli illeciti’’ compiuti dall'ex presidente dell'Anm, che avrebbe messo in atto ‘’condotte molteplici e plurioffensive’’, divenendo al tempo stesso ‘’organizzatore regista e sceneggiatore della strategia’’, nella quale ha mantenuto un "ruolo primario". 

Durante la sua requisitoria, il sostituto Pg della Cassazione Simone Perelli ha detto che da parte di Palamara c’era un “disegno occulto e inconfessabile” sui vertici della procura di Roma e di Perugia, con l'obiettivo di “selezionare candidati che avrebbero dovuto sovvertire le regole dello stato di diritto”. L'ex presidente Anm voleva infatti un “procuratore di Perugia addomesticato, che doveva assecondare il sentimento di rivalsa suo e di Lotti nei confronti di Paolo Ielo" il procuratore aggiunto di Roma.

Nella sua ricostruzione Gaeta, ha ripercorso quanto accaduto durante una riunione all'hotel Champagne di Roma, durante la quale vennero discusse le nomine alla procura assieme a cinque consiglieri del Cms e ai politici Cosimo Ferri e Luca Lotti. 

 

‘’Almeno tre soggetti estranei alla funzione istituzionale, per interessi personali hanno pilotato e promosso la nomina del procuratore di Roma, dell’aggiunto e programmato quella di un atto ufficio giudiziario", ha sottolineato l'avvocato generale nella sua requisitoria, esercitando un "indebito condizionamento" delle funzioni del Csm. "Un modello totalmente alterato’’ che "si colloca fuori da qualsiasi schema legale’’, ha puntualizzato l'avvocato.

Dinnanzi a questi fatti contestati l'ex capo dell'Anm "non ha fornito elementi idonei ad attenuare la gravità delle accuse’’ e "non ha interloquito con il suo giudice naturale’’.

’’Non si è trattato di una interlocuzione fisiologica né di una interlocuzione istituzionale tra magistrati e politici, né dell’interlocuzione tra componente togata e laica, prevista nel Csm’’, ha sottolineato Gaeta. ‘’Proprio perché esiste un perimetro previsto dalla Costituzione, questa riunione esorbita in maniera evidente da questo perimetro’’. 

Il caso Palamara

Luca Palamara è stato accusato di corruzione nell'ambito di un'indagine della Procura di Perugia. Secondo gli inquirenti avrebbe favorito con nomine Fabrizio Centofanti, poi arrestato nel 2018 per frode fiscale, in cambio di viaggi e regali. 

Nel corso dell'inchiesta l'accusa per corruzione in atti giudiziari, per aver facilitato la nomina a procuratore capo di Gela di Giancarlo Longo, in cambio di un compenso di 40 mila euro, è caduta. Restano le altra accuse. 

 

 

 

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magistratura, Italia
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