12:40 30 Ottobre 2020
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Il folle progetto criminale di una quindicenne di uccidere crudelmente i propri genitori, è stato sventato dai carabinieri grazie alla soffiata di un amico a cui la ragazzina aveva confidato tutto. Non si esclude la sfida sui social come movente né la possibile collaborazione del fidanzatino della minore.

L'unico dettaglio del progetto criminale ancora non definito era come uccidere i genitori, se con il veleno, con un coltello o per soffocamento. L'unico errore, quello di raccontare i suoi propositi in chat ad un amico che, dalla crudezza dei messaggi aveva compreso che non si trattava affatto di uno scherzo ed è andato a riferire tutto ai carabinieri, in tempo per sventare il piano. Adesso gli inquirenti indagano sul coinvolgimento del fidanzatino della ragazza. 

Quando i carabinieri hanno avvisato la famiglia, la mamma e il papà non volevano credere. Lei, l'aspirante parricida, è un'adolescente di 15 anni: una ragazza di buona famiglia, con ottimi voti a scuola e nessun conflitto apparente con i genitori. Eppure, il linguaggio crudele usato nelle conversazioni telefoniche ha lasciato pochi dubbi al fatto che potesse trattarsi di uno "scherzo". Adesso, i genitori, con l'aiuto di psicologi assistenti sociali, a cui la procura per minorenni di Venezia ha affidato il caso, stanno cercando di capire cosa possa aver fatto scattare tanta crudeltà in un'adolescente.

La ragazzina non avrebbe agito da sola, ma con la complicità del suo fidanzatino. Una vicenda che riporta alla mente il delitto di Novi Ligure, compiuto da Erika e Omar. Entrambi, secondo quanto riporta il Giornale di Vicenza, sarebbero seguiti dai servizi sociali. Tuttavia gli inquirenti frenano sul coinvolgimento del fidanzato e invitano alla prudenza. 

Si segue, invece, la pista di un tentativo di plagio o della sfida sui social, che si ipotizza essere la causa del recente caso di un 11enne che si è tolto la vita a Napoli. 

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carabinieri, Crimine, Italia
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