11:27 20 Ottobre 2020
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Il presidente della Regione Sicilia ha incontrato questo lunedì una delegazione di familiari dei 18 marittimi di Mazara del Vallo, dal primo settembre in stato di fermo a Bengasi. Presenti anche i due armatori ed il sindaco Quinci.

"Una vecchia storia di pirateria a danno dei nostri pescherecci che si ripete", queste le parole utilizzate dal presidente della Sicilia, Nello Musumeci, durante l'incontro con i familiari, per definire il fermo dei 18 marittimi di Mazara che dal primo settembre sono trattenuti in stato di fermo a Bengasi.

Il presidente ha detto anche di seguire con "grande apprensione la vicenda" e condividere la preoccupazione dei congiunti, puntando il dito contro i governi italiani che "non hanno mai saputo trovare un’intesa risolutiva con i Paesi nordafricani. A pagarne il conto però sono sempre i pescatori siciliani".

Presenti all'incontro anche i due armatori dei pescherecci Medinea e Antartide e il sindaco di Mazara, Salvatore Quinci. 

"Vogliamo sapere la verità sulla sorte dei pescatori restare nell’incertezza non si può, è un continuo logoramento“, ha proseguito Musumeci ricordando ai aver più volte sollecitato l’intervento del premier Conte e del ministro degli Esteri Di Maio "Il presidente del Consiglio mi ha assicurato l’impegno personale e immediato. È necessario l’intervento fermo del governo nazionale per fare un po’ di chiarezza su questa storia", ha aggiunto.

Musumeci ha anche promesso che rivolgerà un appello ai parlamentari siciliani a Roma e Bruxelles, affinché facciano pressioni sul governo centrale e sulla commissione europea per un intervento immediato.

I familiari e i due armatori hanno incontrato questo lunedì il presidente della regione, dopo aver trascorso 13 giorni a Roma, dove si sono recati per chiedere al governo un maggior impegno nei negoziati per il rilascio dei pescatori, rispondendo all'appello del capitano della Medinea, detenuto a Bengasi, che aveva chiesto di mobilitarsi per il loro rilascio. Presente all'incontro anche il sindaco di Mazara del Vallo, Salvatore Quinci, che ha rassicurato sulle condizioni di salute dei pescatori trattenuti in Libia. 

“Sono stanchi ma non rassegnati – ha detto il sindaco di Mazara del Vallo, Salvatore Quinci – ho sentito l’Unità di crisi della Farnesina e mi hanno detto che i nostri pescatori sono trattati in modo dignitoso, qualcuno ha problemi di salute e necessita di farmaci che gli saranno consegnati presto. Sono in stato di fermo in una palazzina militare, ma non sono detenuti. Sappiamo che è stato attivato un procedimento da parte della Procura militare nei loro confronti“.

Il sequestro dei pescherecci Medinea e Antartide

I 18 marittimi dei pescherecci Antartide e Medinea, salpati da Mazara del Vallo, sono trattenuti dal primo settembre a Bengasi, dopo essere stati fermati dalla guardia costiera della libica. Inizialmente, a 38 miglia nautiche da Bengasi, le motovedette della guardia costiera di Haftar, hanno bloccato 4 pescherecci.

Mentre i rispettivi capitani venivano tradotti di una delle imbarcazioni libiche, due pescherecci sono riusciti a fuggire, mentre Antartide e Medinea, con 14 uomini in tutto, sono state catturate. 

Durante l'unica telefonata alla madre, il capitano della Medinea ha comunicato l'arresto e il trasferimento in carcere, in seguito al presunto ritrovamento di panetti di droga. Un elemento che complica la situazione e fa crescere i timori dei familiari per i loro cari. La vicenda, tuttavia, non è stata confermata dalle autorità di Bengasi, che parlano di stato di fermo. Tuttavia i pescatori non sono tornati sulle loro barche e verranno sottoposti a un processo davanti a una corte militare per violazione delle acque territoriali libiche. 

 

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Nello Musumeci, Libia, Sicilia, Italia
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