20:20 24 Ottobre 2020
Italia
URL abbreviato
9011
Seguici su

Il primario dell'ospedale Sacco di Milano ha messo in evidenza la criticità della situazione attuale, data da un trend dei contagi in continua crescita e da un atteggiamento di eccessiva rilassatezza della popolazione italiana in relazione all'emergenza Covid-19.

Qualora non dovessero essere prese nuove, più decise misure di contrasto alla diffusione del Covid-19 in Italia si potrebbe andare incontro ad una situazione per molti aspetti assimilabile a quella vissuta nel mese di marzo.

Ad affermarlo ai microfoni di Agorà, commentando le immagini che mostrano la movida nei locali, è il professor Massimo Galli, primario infettivologo dell'ospedale Sacco di Milano:

"Stiamo andando a rischiare una situazione comparabile per alcuni aspetti a quella di marzo. Vogliamo questo? Vogliamo vanificare i sacrifici fatti durante il lockdown per andare a ondeggiare in un locale che andrebbe chiuso? Soffro all'idea di criminalizzare i giovani e di considerarli responsabili di quello che succede, ma questo non è un atteggiamento responsabile", sono state le parole di Galli.

Secondo l'esperto quello attuale è un trend di "pericolosa ascesa", condizionato probabilmente da una "estate troppo frizzante per molti aspetti":

"Il trend è in chiara ascesa e questo implica la necessità di interventi decisi. E' un andamento che non può che essere considerato preoccupante. "Quest'estate ha rimescolato le carte e si è visto quando abbiamo riaperto. Gli spostamenti interni e i comportamenti durante il periodo estivo hanno messo il seme di un'ulteriore diffusione. Non si può pretendere che se si riprenda non si paghi dazio con infezioni sul luogo di lavoro e nel contesto scolastico", ha proseguito il professore.

Le responsabilità della politica

Importante anche la critica al mondo della politica, reo secondo Galli di aver dato l'ok ad alcune scelte discutibili come la riapertura delle discoteche o lo svolgimento delle elezioni:

"Se si aprono le discoteche e si indicono le elezioni come se niente fosse, è un segnale opposto a 'non è finita. Quello che è successo in Francia e in Spagna è davanti ai nostri occhi: temo che nuove misure siano inevitabili e spero che non siano tardive".

Necessario un cambio di mentalità

Il primario ha quindi sottolineato come sia difficile a questo punto ipotizzare una chiusura delle scuole e delle attività economiche, definita un'ipotesi ben poco auspicabile e che sarà necessario un cambio di rotta nella nostra mentalità per entrare nell'ordine dell'idee che è pressoché impossibile affrontare la pandemia vivendo nella normalità:

"Non possiamo chiudere le scuole e non vogliamo chiudere le scuole. Non possiamo chiudere le attività economiche. Convivere con il virus vuol dire questo. E' grave che si continui a pensare che si possa gestire questa cosa facilmente nella condizione della normalità, soprattutto perché la nostra normalità ci mette in grandissima difficoltà", ha concluso.

Il Covid-19 in Italia

Sono 2.578 i nuovi casi di coronavirus SARS CoV-2 registrati nella giornata di ieri in Italia, secondo l'ultimo bollettino del Ministero della Salute.

Altre 18 le vittime, che hanno portato il totale a 35.986 dall'inizio dell'ondata pandemica. Sale anche il numero dei tamponi fino a 11.784.105 (+92.714).

RegolamentoDiscussione
Commenta via SputnikCommenta via Facebook