12:52 21 Ottobre 2020
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Ad Assisi il Papa ha firmato l'enciclica 'Fratelli Tutti', in cui si parla di migranti, islam, populismo, funzione della proprietà privata e lotta alla corruzione. Francesco cita anche Ghandi e Martin Luther King.

Qualcuno l’ha già definita la "summa" del pontificato di Jorge Mario Bergoglio. Un’enciclica, Fratelli Tutti, ispirata al poverello di Assisi. San Francesco, “questo Santo dell’amore fraterno”, scrive il Papa, “che mi ha ispirato a scrivere l’enciclica Laudato sì, nuovamente mi motiva a dedicare questa nuova enciclica alla fraternità e all’amicizia sociale”.

Ed è proprio sulla tomba del santo, nella cripta della basilica inferiore di Assisi, che Francesco firma il documento nelle diverse lingue. È il primo viaggio del Papa dall’inizio dell’emergenza Covid ed è la prima volta da secoli che un pontefice appone la sua firma ad un’enciclica fuori dal Vaticano.

Fratelli Tutti è il terzo messaggio di Papa Bergoglio, dopo Lumen Fidei, del 2013, scritto a quattro mani con Benedetto XVI, e la Laudato Sì, pubblicato nel 2015. Ad ispirare quest’ultima riflessione del Santo Padre è il documento sulla fratellanza umana sottoscritto durante la storica visita di Francesco negli Emirati Arabi, nel febbraio 2019. Obiettivo della lettera, di 138 pagine, che si apre proprio con l’episodio dell’incontro tra San Francesco e il sultano Malik-al-Kamil in Egitto, è quello di stabilire uno spirito di fraternità universale.

“Ci colpisce come, ottocento anni fa, Francesco raccomandasse di evitare ogni forma di aggressione o contesa e anche di vivere un’umile e fraterna “sottomissione”, pure nei confronti di coloro che non condividevano la loro fede”, scrive il pontefice.

I temi contenuti all’interno del documento sono quelli che hanno segnato finora il pontificato di Bergoglio: il no alle armi nucleari, chimiche, biologiche, la condanna della pena di morte, dei muri e della cultura dello scarto, la tutela del lavoro e la lotta alla corruzione e alla speculazione finanziaria.

L’integrazione dei migranti

Non manca un passaggio dedicato ai migranti. Il Papa punta il dito contro “allarmi e paure, spesso fomentate e sfruttate a fini politici” che contribuiscono a diffondere una “mentalità xenofoba, di chiusura” nei Paesi di arrivo. “Le migrazioni costituiranno un elemento fondante del futuro del mondo”, ricorda Francesco.

“Comprendo – si legge ancora nel documento - che di fronte alle persone migranti alcuni nutrano dubbi o provino timori. Lo capisco come un aspetto dell’istinto naturale di autodifesa. Ma è anche vero che una persona e un popolo sono fecondi solo se sanno integrare creativamente dentro di sé l’apertura agli altri”.

Un appello all’accoglienza che è affiancato però dall’affermazione del “diritto a non emigrare, cioè essere in condizione di rimanere nella propria terra”.

La funzione sociale della proprietà

Nel terzo capitolo, “pensare e generare un mondo aperto”, si parla della funzione della proprietà. “Come comunità – scrive il Papa - siamo tenuti a garantire che ogni persona viva con dignità e abbia opportunità adeguate al suo sviluppo integrale”.

A questo proposito il Santo Padre ricorda che “la tradizione cristiana non ha mai riconosciuto come assoluto o intoccabile il diritto alla proprietà privata, e ha messo in risalto la funzione sociale di qualunque forma di proprietà privata”.

“Il principio dell’uso comune dei beni creati per tutti è il ‘primo principio di tutto l’ordinamento etico-sociale’, è un diritto naturale, originario e prioritario”, continua l’enciclica. “Il diritto alla proprietà privata – termina il ragionamento - si può considerare solo come un diritto naturale secondario e derivato dal principio della destinazione universale dei beni creati, e ciò ha conseguenze molto concrete, che devono riflettersi sul funzionamento della società”.

Condanna di odio e terrorismo

E ancora, la condanna del terrorismo, che “non è dovuto alla religione”. "La storia sta dando segni di un ritorno all’indietro", ha scritto ancora il Papa riferendosi ai “conflitti anacronistici” e ai nazionalismi che creano “nuove forme di egoismo e di perdita del senso sociale mascherate da una presunta difesa degli interessi nazionali".
La pandemia

Infine il Covid, arrivato mentre il Papa stava lavorando proprio al documento pubblicato oggi, che ci ha ricordato come "nessuno si salva da solo" e ci ha messo di fronte al fatto che anche le persone, in questo caso gli anziani, possono essere trattate come “merce di scarto”. “Passata la crisi sanitaria – scrive Francesco - la peggiore reazione sarebbe quella di cadere ancora di più in un febbrile consumismo e in nuove forme di auto-protezione egoistica”.

La citazione di Ghandi e Martin Luter King

Alla fine della riflessione Francesco confessa di essere stato motivato dai icone del pacifismo e dell’antirazzismo, come Martin Luther King, Desmond Tutu e Mahatma Gandhi, oltre che dal Beato Charles de Foucauld, che, spiega il Papa, “voleva essere, in definitiva, ‘il fratello universale’”.

“Ma solo identificandosi con gli ultimi – specifica Francesco - arrivò ad essere fratello di tutti”. “Che Dio ispiri questo ideale in ognuno di noi”, è la preghiera che conclude la riflessione.

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