00:39 22 Ottobre 2020
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In un'intervista a La Stampa il ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina, esclude l’ipotesi di una nuova chiusura delle scuole: “I contagi registrati sono molto bassi: si parla dello zero virgola”.

Mentre il governo si prepara a varare una nuova stretta per contenere la diffusione del Covid, il ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina, esclude l’ipotesi di una nuova chiusura delle scuole.

“Abbiamo lavorato tutta l’estate per evitarlo”, dice in un’intervista a La Stampa, in cui traccia un bilancio di queste prime settimane di apertura.

“I contagi registrati a scuola sono molto bassi: si parla dello zero virgola”, ha detto il capo del dicastero di viale Trastevere, sottolineando come “il problema è ciò che avviene fuori” dalle aule scolastiche. L’appello agli studenti, quindi, è di “rispettare le regole” anche dopo il suono della campanella.

I numeri, che parlano di 1200 alunni positivi, 900 scuole colpite dal virus e 130 chiuse per Covid, non sembrano preoccupare eccessivamente la ministra. “Abbiamo milioni di studenti e migliaia di istituti”, ribatte al giornalista del quotidiano di Torino. Per una valutazione “seria”, aggiunge, si dovrà aspettare metà ottobre. I dati arrivati finora, però, è la sintesi, sembrano confortanti.  

La ministra è reduce da un tourbillon di polemiche per il ritorno in aula senza l’arrivo dei banchi monoposto e con l’assenza di migliaia di insegnanti di ruolo e di sostegno. “Non ricordo un anno scolastico partito senza che ci fossero disagi, questo poi è un anno particolare”, si difende, accusando chi l’ha criticata di aver “strumentalizzato” il dibattito.

L’emergenza sanitaria ha fatto emergere problemi atavici, come quelli legati all’edilizia scolastica, al sovraffollamento delle aule e alla carenza dell’organico. Problemi che, promette Azzolina, potrebbero essere in parte risolti con l’aiuto dei fondi del Recovery Plan e della prossima legge di bilancio.

“Una parte sostanziosa dovrà andare all'edilizia scolastica, a questa si deve affiancare la formazione permanente del personale – ha detto a La Stampa - la digitalizzazione, anche nella formazione, sarà un altro tassello importante e dobbiamo infine valorizzare gli istituti tecnici”.

Poi c’è il nodo delle “classi pollaio” e degli insegnanti di sostegno. “Per questi ultimi – ha aggiunto la Azzolina - dovremo affrontare il tema delle assunzioni, perché ne servono migliaia, ma devono anche essere specializzati”.

Le nuove misure allo studio del governo, infine, non dovrebbero interessare la scuola. Gli studenti potranno tenere la mascherina abbassata quando sono seduti al banco se viene assicurato il metro di distanza dal compagno. “Serviranno invece i test rapidi salivari, per dare maggiore serenità a famiglie e personale”, ha chiarito infine la ministra. “Il ministero della Salute – ha aggiunto - credo stia lavorando in questa direzione”.

I numeri dell'epidemia in Italia

Ieri in Italia sono stati registrati 2.844 nuovi casi di infezione da coronavirus su un totale di 118.932 tamponi fatti. Gli attualmente positivi erano 55.566. Di questi i ricoverati con sintomi negli ospedali sono 3.205, 63 in più rispetto al giorno precedente, mentre i pazienti nelle terapie intensive sono 297, 3 in più nell'ultimo giorno.

Gli asintomatici o le persone con sintomi lievi che si curano a casa in autoisolamento sono 52.064, pari al 93,7% del totale degli attualmente positivi.

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