06:08 24 Ottobre 2020
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La procura di Massa ha presentato ricorso in appello contro la sentenza della corte d'assise della città toscana che il 27 luglio ha assolto Mina Welby e Marco Cappato dall'accusa di istigazione e aiuto al suicidio per la morte di Davide Trentini.

La procura di Massa ha presentato ricorso in appello contro la sentenza della corte d'assise della città toscana che il 27 luglio ha assolto Mina Welby e Marco Cappato dall'accusa di istigazione e aiuto al suicidio per la morte di Davide Trentini, malato di sclerosi multipla che aveva deciso di porre fine alle sue sofferenze con il suicidio assistito in Svizzera nel 2017.

Al processo il pm Marco Mansi aveva chiesto per la Welby e Cappato 3 anni e 4 mesi di reclusione, spiegando in aula che si trattava una condanna al minimo di legge e riconoscendo tutte le attenuanti.

"Il reato di aiuto al suicidio sussiste ma credo ai loro nobili intenti. È stato compiuto un atto nell'interesse di Davide Trentini, a cui mancano i presupposti che lo rendano lecito", aveva chiarito il pm.

A dare la notizia l'Associazione Luca Coscioni, di cui la Welby è co-presidente e Cappato tesoriere.

Proprio Cappato è intervenuto su Twitter, dichiarandosi pronto ad affrontare il processo ed eventualmente anche il carcere, sottolineando in merito il silenzio del Parlamento che ancora si rifiuta di discutere la legge di iniziativa popolare per l'eutanasia legale nonostante due richiami della Corte Costituzionale.

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