00:55 30 Ottobre 2020
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Se ci sarà un peggioramento, avverrà nelle prossime due o tre settimane. È quello che scommettono i virologi, come Massimo Galli, dell’ospedale Sacco di Milano, intervistato stamattina da SkyTg24.

La curva dei contagi continua a salire. Ieri erano 1.851 i nuovi casi, 203 in più rispetto al giorno precedente. Ma è anche vero che sono stati fatti più tamponi, quasi 15mila in più.

E così ieri sul tavolo del vertice di governo a Palazzo Chigi all’ordine del giorno è spuntata l’ipotesi di prorogare lo stato di emergenza per il coronavirus, in scadenza a metà ottobre, al 31 gennaio 2021. Secondo quanto riportato dall’agenzia Ansa la misura sarebbe stata suggerita dagli esperti del comitato tecnico scientifico e sarebbe stata oggetto di discussione nella riunione di ieri.

Nel frattempo il virus faceva il suo ingresso anche a Montecitorio. Ieri due senatori del Movimento 5 Stelle, Marco Croatti e Francesco Mollame sono risultati positivi al tampone. Il primo ha annunciato su Facebook di aver partecipato giovedì scorso all’assemblea dei senatori del suo partito, ma rassicura “munito di mascherina e nel rispetto del distanziamento sociale nei confronti dei presenti”. Per tutti, ovviamente, è scattata lo screening obbligatorio, mentre il parlamentare è in quarantena a casa sua da lunedì pomeriggio.

“Mai stato così male, questo virus è proprio una gran brutta bestia”, ha commentato, sempre via social il collega Mollame. La presidente del Senato, Elisabetta Casellati, citata dal Corriere della Sera, assicura che l’aula non chiuderà, come non è successo neppure durante i mesi più duri dell’emergenza. Ma con i contagi di ieri si riaccende la polemica sul voto a distanza proposto da deputati e senatori come strumento per evitare di bloccare i lavori del Parlamento in casi come questo.

A rilanciare la proposta delle votazioni da remoto sono il grillino Giuseppe Brescia, presidente della commissione Affari costituzionali della Camera e il costituzionalista Stefano Ceccanti del Pd, che lanciano l’allarme su un eventuale “chiusura per Covid” in un momento delicatissimo. In calendario la prossima settimana, infatti, c’è il voto sulle aree di utilizzo del Recovery Fund. 

"Mi dispiace per i colleghi ai quali auguro pronta guarigione, ma trovo inaccettabile che la democrazia debba fermarsi”, ha attaccato Brescia sui social.

Dalla scienza, intanto, arriva una buona notizia. Uno studio condotto da un team internazionale di cui fa parte anche l’infettivologo del Sacco, Massimo Galli, i cui risultati sono stati pubblicati su Science, ha scoperto l’esistenza di due anticorpi che se somministrati nei topi riescono a bloccare l’avanzata del virus nelle cellule.

Il Covid-19 tra i politici italiani

Sono ormai diversi i volti della politica italiana che hanno dovuto fare i conti di persona con la pandemia di Covid-19, risultando positivi al tampone.

Il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, è risultato positivo il 7 marzo. Pochi giorni prima, a Milano, aveva partecipato a un aperitivo pubblico sui Navigli.

Uno degli ultimi casi annunciati tra i politici è quello di Silvio Berlusconi, che ha fatto sapere di essere positivo al coronavirus il 2 settembre. Nella notte del 3 settembre è stato ricoverato al San Raffaele per poi venire dimesso il 14 dello stesso mese.

Ieri è stato reso noto che il Cavaliere è risultato negativo al primo tampone per il SARS-CoV-2.

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