12:17 21 Ottobre 2020
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Inail ha pubblicato online gli open data dei primi otto mesi del 2020 riguardo le denunce di infortuni e malattie sul lavoro. La pandemia ed il lockdown causano un calo delle denunce con oltre 95mila in meno rispetto al 2019.

Nella sezione "Open data" del sito Inail sono disponibili i dati analitici delle denunce di infortunio e di malattia professionale presentate all’Istituto entro il mese di agosto. 

​Le denunce di infortunio sul lavoro presentate all’Inail entro lo scorso mese di agosto sono state 322.132, in diminuzione di circa 95mila casi rispetto alle 416.894 dei primi otto mesi del 2019 (-22,7%). Questa diminuzione è influenzata dal sostenuto calo delle denunce registrate tra marzo e agosto a causa soprattutto dello stop forzato tra marzo e maggio di ogni attività produttiva considerata non essenziale.

"Le denunce di infortunio sul lavoro presentate all'Inail tra gennaio e agosto sono state 322.132 (-22,7% rispetto allo stesso periodo del 2019), 823 delle quali con esito mortale (+20,1%). In diminuzione le patologie di origine professionale denunciate, che sono state 27.761 (-32,3%)" si legge nel comunicato stampa di Inail.

Il calo maggiore si è registrato nel mese di maggio, con denunce praticamente dimezzate rispetto allo stesso mese del 2019. Il numero degli infortuni sul lavoro denunciati nei primi otto mesi del 2020 è diminuito del 14,8% nella gestione Industria e servizi, del 20,6% in Agricoltura e del 62,3% nel conto Stato.

Aumento dei casi mortali, influenzati anche dai casi Covid

Le denunce di infortunio sul lavoro con esito mortale presentate all’Istituto nei primi otto mesi di quest’anno sono state 823. Questo dato evidenzia già un aumento di 138 casi rispetto ai 685 registrati nello stesso periodo del 2019 (+20,1%). L’incremento è influenzato dal numero dei decessi avvenuti e protocollati al 31 agosto 2020 a causa dell’infezione da Covid-19 in ambito lavorativo.

I dati sono provvisori ed il confronto e relativamente significativo​

Il confronto tra i primi otto mesi del 2020 e del 2019 è da ritenersi poco significativo, essenzialmente per due motivi: la sospensione su tutto il territorio nazionale, tra il 9 marzo e parte del mese di maggio di quest’anno, di ogni attività produttiva considerata non necessaria e l’inclusione, a partire dalla rilevazione dello scorso marzo, delle denunce di infortunio relative alle infezioni da Covid-19.

I dati rilasciati da Inail ad agosto mostrano che sono 27 i casi mortali di coronavirus contratto sul lavoro rilevati nel corso del mese di agosto 2020, per un'incidenza pari a 303 casi di decessi dovuti a causa o concausa del SARS-CoV2 contratto sul lavoro accertati a partire dall'inizio della pandemia.

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