00:30 22 Ottobre 2020
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Entro il 15 ottobre il governo dovrà prendere una decisione sull'estensione dello stato di emergenza. Ecco cosa succede con la proroga su spostamenti, smart working e rischio lockdown.

Si accende il dibattito all'interno del governo sulla proroga dello stato di emergenza, in scadenza tra due settimane. 

Il ministro della Salute Roberto Speranza è cauto e ritiene necessario continuare a mantenere la massima prudenza: "valuteremo a ridosso del 15 ottobre e ci confronteremo con il Parlamento", ha detto intervenendo a Cartabianca su Rai3.

"Ritengo che ci sia la necessità di mantenere alta la soglia di attenzione", afferma Speranza.

Non è dello stesso parere il suo vice, Pierpaolo Sileri, che di COVID-19 si è pure ammalato e che a gennaio-febbraio è stato in prima linea per riportare a casa gli italiani a Wuhan. "Al momento direi di no", afferma Sileri intervenendo ad 'Agorà' su Rai3. 

"E' chiaro che valuteremo anche l'andamento nei prossimi giorni dell'epidemia - prosegue - e dovessimo avere 4 volte i numeri di oggi, le cose potrebbero cambiare. Ma non è questo il caso, né credo avremo questo incremento in pochi giorni".

La controversa decisione sulla proroga dello stato di emergenza deve essere presa entro il 15 ottobre, data in cui scade la proroga decisa il 31 luglio.

L'ipotesi è quella di un'estensione dello stato d'emergenza al 31 dicembre e su questa eventualità il governo di confronterà con il parlamento, ascoltando le opposizioni, ha detto Speranza. 

Il rischio di lockdown

Il rinnovo dello stato d'emergenza evoca lo spettro del lockdown e sorgono i timori per un nuovo blocco, anche alla luce degli incrementi dei contagi in Lazio e Campania, osservati negli ultimi giorni. Gli esperti, così come gli esponenti del governo, escludono la possibilità di un blocco totale. 

Il lockdown resta "l'ultima strada" per fermare i contagi ma comunque va fatto a misura del focolaio epidemico", ha chiarito Walter Ricciardi, il consigliere di Speranza, in un'intervista rilasciata ieri a Tg Sky24. I contagi sono in aumento, servono misure stringenti, ma non il blocco totale, ha precisato. 

Anche il premier Conte ha escluso la possibilità di un lockdown totale come quello della scorsa primavera, parlando piuttosto di chiusure parziali per spegnere tempestivamente i focolai locali. 

Cosa cambia con la proroga

Con l'estensione dello stato d'emergenza verranno confermati i poteri eccezionali e in deroga al Presidente del Consiglio e al Capo della Protezione Civile. Questo significa che sarà il premier a prendere le decisione e gestire l'emergenza sanitaria attraverso lo strumento dei Dpcm, un iter più snello poiché permette di saltare la discussione parlamentare, ma proprio per questo considerato meno democratico. 

Il cambiamento più rilevante si avrà con lo smart working. Se lo stato d'emergenza non venisse prorogato sarà più difficile per le aziende far lavorare da casa i propri dipendenti, perché non potranno più accedere alla procedura semplificata. 

Un altro ambito che interessa il prolungamento dell'emergenza sono gli spostamenti, in particolare quelli per e dall'estero, le misure di sicurezza e distanziamento sui mezzi pubblici, anche questi disposti con Dpcm. 

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