12:14 30 Ottobre 2020
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Peschereccio tunisino non si ferma all'alt, fugge e sperona una motovedetta italiana. Confermata la presenza di stupefacenti a bordo.

Su disposizione del procuratore capo Luigi Patronaggio e dell’aggiunto Salvatore Vella, la Guardia di Finanza ha arrestato il comandante del peschereccio tunisino “Mohanel Anmed” e sequestrato gli attrezzi da pesca illeciti a bordo, fuggito all'alt delle autorità marittime che lo avevano sorpreso a pescare in acque territoriali italiane. 

L'equipaggio del “Mohanel Anmed” aveva infatti calato le reti, stando a quanto scrive l'agenzia locale Grandangolo, a sole 9 miglia dalla costa di Lampedusa, violando la territorialità italiana. Sorpreso da Guardia Costiera e Fiamme Gialle, il peschereccio non si è fermato all'alt per sottoporsi al controllo e, nella fuga, ha speronato una motovedetta.

Lo speronamento ha dato il via all'inseguimento in acque internazionali dell'imbarcazione tunisina, durante il quale la Guardia di Finanza ha aperto il fuoco, con raffiche di proiettili per fermare e abbordare il peschereccio. I colpi sparati dai militari italiani sarebbero circa 400. 

Una volta abbordato, i controlli avrebbero portato al rinvenimento di sostanze stupefacenti all’interno dei motopeschereccio, rendono noto le stesse fonti che hanno diffuso i filmati dell'inseguimento.

“Spero vivamente che la giustizia italiana punisca con la massima severità l’equipaggio del peschereccio tunisino sequestrato in queste ore dai nostri militari della Guardia di Finanza e della Guardia Costiera nel porto di Lampedusa”, ha dichiarato l’ammiraglio Nicola De Felice, menzionato da Grandangolo.

“Mi giungono voci non ancora confermate che la motopesca non si sia fermata all’alt e abbia addirittura sparato contro i militari auspico che venga fatta luce al più presto sull’accaduto", conclude De Felice.

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Lampedusa, Sicilia
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