01:23 22 Ottobre 2020
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Bisognerà intervenire con misure stringenti per evitare un aumento delle dimensioni dei focolai, che potrebbe portare a lockdown locali, ha avvertito il consigliere del ministro Speranza.

La prima ondata non è mai finita. "Abbiamo appiattito la curva ma tecnicamente l'azzeramento non è mai avvenuto. E ora, dopo i comportamenti estivi e il freddo, il virus è ripartito". E' quanto affermato da Walter Ricciardi, consulente del ministro della Salute, Roberto Speranza, a Sky Tg24. 

L'aumento dei casi è ancora sotto controllo, spiega Ricciardi, anche se regioni come Campania e Lazio "hanno visto aumentare i casi di oltre il 100%. Non siamo ancora alla dimensione del lockdown - osserva - ma servono misure stringenti". Il lockdown resta "l'ultima strada" per fermare i contagi ma comunque va fatto a misura del focolaio epidemico", chiarisce il consigliere di Speranza. 

Le terapie intensive

Riguardo la situazione degli ospedali, i posti in terapia intensiva "sono stati raddoppiati, oggi sono più di 10mila e su quella sono abbastanza tranquillo". Resta però il problema dei posti in sub-intensiva e pronto soccorso. "Su queste cose l'Italia è a macchia di leopardo- avverte Ricciardi - ci sono Regioni pronte e altre ancora impreparate". Un particolare problema, sottolinea, è quello del triage, relativo alla separazione tra pazienti sospetti Covid e pazienti normali, protocollo essenziale per impedire che gli ospedali si trasformino in focolai. "Occorre accelerare i preparativi, per evitare le terapie intensive", ha spiegato.

Test rapidi

Un altro punto fondamentale è quello della diagnosi e dell'individuazione dei positivi asintomatici attraverso i tamponi. I "test rapidi sono migliorati notevolmente - dice Ricciardi - Negli aeroporti, nelle scuole e quando bisogna fare analisi su grandi masse di popolazione diventano un'opzione molto seria. Non sono ancora affidabili al 100%, però consentono sicuramente di identificare i super diffusori e quindi sono uno strumento importante. Per primi al mondo abbiamo iniziato ad utilizzarli negli aeroporti, stiamo pensando di utilizzarli anche in altri ambienti, per esempio le scuole".

I tamponi, che alcune regioni hanno reso obbligatori per chiunque arrivi dall'estero, non sono ancora previsti per la Gran Bretagna, perché in questo momento "non presenta dati come la Francia e la Spagna su cui abbiamo preso delle misure adeguate" ha detto l'esperto. "Abbiamo proposto che il meccanismo dei tamponi fosse coordinato a livello europeo, per evitare che dai Paesi dove c'è un'alta circolazione i cittadini arrivino senza controllo", ha ricordato.

Gli stadi

Sulla questione dell'apertura degli stadi, Ricciardi afferma è stata privilegiata "l’apertura delle scuole mettendo in circolazione dieci milioni di persone all’interno di ambienti chiusi".  "Non è pensabile - sottolinea - di aprire a migliaia di persone degli stadi.  È qualcosa che in questo momento non è pensabile, sarà pensabile nel momento in cui effettivamente continueremo a tenere la circolazione del virus sotto controllo. In questo momento, con i nostri dati e con quelli dei Paesi circostanti, non ci possiamo permettere di abbassare la guardia".

I vaccini

L'Italia ha investito nell'acquisto di dosi di vaccino da diverse biotech, al momento impegnate nei test clinici. Sul tema, Ricciardi ricorda che al momento è in atto una corsa mondiale ai vaccini.

"Abbiamo aumentato enormemente l'approvvigionamento, ma tutti i Paesi si sono mossi e nel mondo non c'è di fatto neanche una dose di vaccino anti-influenzale - sottolinea - Ma con le dosi che abbiamo, quasi 20 milioni, potranno essere vaccinati gli operatori sanitari, quelli di pubblica utilità e tutte le persone fragili, o per età o per malattia. Questo lo possiamo fare: non possiamo vaccinare tutti gli italiani, ma una parte consistente, che ci consentirà di ridurre notevolmente la circolazione del virus", conclude Ricciardi.

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