00:58 22 Ottobre 2020
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Per il direttore del Dipartimento di sanità pubblica a Bologna i nuovi casi di Covid-19 non sarebbero importati, bensì l'infezione sarebbe stata contratta direttamente in Italia.

Nuovo focolaio di Covid-19 a Bologna, scoppiato in seguito ad una festa Erasmus tenutasi lo scorso lunedì sera in piazza Scaravilli, nella zona universitaria del capoluogo dell'Emilia Romagna.

A far scoppiare l'allarme, verso metà settimana, il caso di una ragazza con sintomi che, dopo aver partecipato alla serata, è risultata positiva al tampone faringeo, portando poi all'inizio dei controlli a tappeto.

Fino ad ora sono dieci i giovani per i quali è stato accertato il contagio, per la maggior parte spagnoli di età compresa tra i 20 e i 24 anni.

Il numero dei positivi potrebbe però crescere, come riferisce l'edizione locale del quotidiano Repubblica, in quanto sono alcune decine le persone sottoposte a sorveglianza dall'Ausl bolognese.

Immediato l'appello del direttore del Dipartimento di sanità pubblica a Bologna, Paolo Pandolfi, il quale ha confermato il sospetto che il virus è stato contratto in Italia e non sia stato importato dalla Spagna:

"Secondo noi i ragazzi coinvolti non hanno portato il virus dalla Spagna ma l'hanno preso qui. Io voglio lanciare un appello: bisogna fare attenzione. Non è il periodo delle feste. Se si organizzano, è bene che siano fatte all'aperto, con poche persone e in condizioni di massima sicurezza", sono state le sue parole.

Il Covid in Italia

Secondo l'ultimo bollettino diffuso dal Ministero della Salute italiano sono 310.000 i casi di Covid-19 riscontrati dall'inizio della pandemia nel mese di gennaio.

Il numero dei guariti ha raggiunto quota 224.000, mentre le vittime per causa o concausa di coronavirus sono 35.835.

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