00:20 22 Ottobre 2020
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Le vittime, molte delle quali minorenni all'epoca dei fatti, venivano avvicinate online attraverso un falso profilo di una donna e poi indotte a prostituirsi facendo leva sui loro problemi personali.

Il tribunale di Ivrea ha condannato a 15 anni di reclusione un 35enne di nazionalità italiana per induzione, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. Lo riporta oggi il Quotidianao del Canavese.

Il condannato, originario di Castellamonte, in provincia di Torino, si metteva in contatto via internet con delle ragazze utilizzando un account falso, intestato ad una donna, riuscendole a convincere ad incontrare alcuni clienti.

Per fare leva su di loro aveva approfittato della loro condizione di debolezza, sfruttando problemi di famiglia o di dipendenza da sostanze stupefacenti.

Secondo quanto ricostruito dall'accusa, per le loro prestazioni le ragazze venivano pagate cento euro, solo dieci dei quali spettavano direttamente alle giovani.

Molte di loro, inoltre, erano minorenni all'epoca dello svolgimento dei fatti, circostanza questa che è stata considerata un'aggravante da parte della Procura.

Rete di pedofili sgominata a Firenze

Ad inizio agosto la Polizia postale di Firenze e la Procura di Firenze hanno concluso una indagine su nove persone ritenute essere pedofili. Gli indagati detenevano immagini e video pedopornografici anche di minori molto piccoli.

Contro i nove è stata sporta denuncia per i reati di divulgazione, cessione e detenzione di materiale pedopornografico e per istigazione a delinquere aggravata.

Per depistare le indagini, i responsabili si erano scambiati dei consigli su tecniche informatiche da mettere in atto al fine di cancellare le proprie tracce.

Le indagini, partite da Firenze, hanno coinvolto anche la città di Lucca e altre regioni italiane: la Campania, il Friuli Venezia Giulia, il Lazio e la Sicilia.

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