14:07 31 Ottobre 2020
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Il leader della Lega, intervistato dal direttore del TG 2 Gennaro Sangiuliano, rivela un episodio familiare relativo al processo che dovrà affrontare a partire dal 3 ottobre in merito al caso Gregoretti.

Matteo Salvini ha lamentato il sequestro del telefono della ex moglie, non indagata nell'ambito del processo relativo al caso Gregoretti, per cui il senatore andrà a processo dal 3 ottobre.

''Siccome vedo poco mia figlia ogni mattina alle 8.05, caschi il mondo, io chiamo la mia ex moglie per sveglia e saluto. Ieri ho provato a chiamare e la mamma non risponde al telefono. Poi l'ho chiamata alle 9, alle 10 e ancora e nulla. Allora ho iniziato un po' ad arrabbiarmi e un po' a preoccuparmi", ha raccontato Salvini.

Successivamente il motivo dell'ansia per le mancate risposte è venuto alla luce.

"Poi, dopo pranzo, mi ha telefonato una collega della mia ex moglie per dirmi che Giulia non aveva il telefono... E io, ma come? Siccome lei lavora alla Regione Lombardia, non è indagata, è arrivata la Finanza a casa e in ufficio e le ha portato via il telefono. A una cittadina italiana di 41 anni viene portato un telefono con gli affari suoi e miei, perché con la mia ex moglie posso parlare di quello che voglio", ha polemizzato il leader della Lega.

Infine Salvini ha dichiarato che si appellerà al Presidente Mattarella.

"Viene portato via un telefono dove ci sono le foto di mia figlia, e le chat con i nonni. Non è degno di un paese civile, comportarsi così, neanche a un mafioso viene riservato un trattamento così. Mi vergogno di vivere in un Paese così. Darò un colpo di telefono, sperando che non mi portino via anche il mio telefono, al presidente Mattarella, che sarebbe teoricamente capo della magistratura per capire se è normale che l'Italia funzioni così'', ha concluso.

Matteo Salvini il 3 ottobre è chiamato alla prima udienza al tribunale di Catania in merito al processo per il caso Gregoretti, relativo alla vicenda del mancato sbarco di 131 migranti bloccati a bordo della nave eponima tra il 27 e il 31 luglio.

Tra le accuse, quella di sequestro di persona pluriaggravato per cui il senatore rischia fino a quindici anni di carcere.

Ieri Salvini ha depositato al Gup di Catania la sua memoria difensiva

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