15:26 24 Ottobre 2020
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Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, è intervenuto in video conferenza alla 75esima Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

Oggi si è svolto il quarto giorno del Dibattito generale della 75esima Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Il primo ministro italiano si è rivolto all'ONU e agli altri leader mondiali per far chiarezza sulla situazione dell'emergenza Covid in Italia, partendo dalla pandemia per poi spaziare con un discorso molto più ampio.

Conte ha iniziato e chiuso il suo intervento paragonando la situazione dalla quale nacquero le Nazioni Unite, ossia quella successiva alla Seconda Guerra Mondiale, a quella attuale, in cui il mondo deve risorgere e ripartire dopo la pandemia.

Per il premier "la tragedia ci ha cambiati ma ci consegna anche l’opportunità di un "nuovo inizio",  che sta a noi cogliere", per "immaginare e reinventare un mondo diverso, perché la realtà precedente non era la migliore possibile".

Il Presidente del Consiglio, parlando della pandemia, ha fatto riferimento all'Italia, "simbolo di uno sforzo collettivo, umano prima ancora che sanitario e politico", portato poi in dote alla comunità internazionale. L'Italia si impegna per sviluppare e rendere accessibili a tutti i Paesi la diagnostica, le terapie e il futuro vaccino, che sono "beni pubblici globali", con "l'obiettivo di non lasciare nessuno indietro".

Il premier ha parlato anche dell'impegno dell'Unione Europea a favore di un mondo sostenibile, verde, digitale e inclusivo. L'Italia in particolare si fa promotrice di un'"etica della vulnerabilità" e di "Nuovo Umanesimo che rimetta al centro il valore dell'Uomo", sotto l'egida delle "tre P: Persone, Pianeta, Prosperità".

Riferimento anche alla presidenza italiana del G20 nel 2021, che il paese affronterà consapevole dell'enorme responsabilità.

Conte ha parlato anche dell'auspicio di una moratoria globale della pena di morte, della necessità del consolidamento della pace tramite la prevenzione, la giustizia e il rispetto dei diritti umani, affinché "la politica, la diplomazia, il dialogo e il diritto prevalgano", non per risolvere i conflitti ma per prevenirli, perché "il ricorso alle armi non è né sostenibile né duraturo".

La pandemia si è innestata in aree di conflitto già fragili e questo ha evidenziato la necessità del cessate il fuoco globale. L'Italia - ha garantito - è a fianco dell'ONU per i processi di stabilizzazione globale. La pace - ha aggiunto - "si ottiene mostrandone i vantaggi alle popolazioni interessate", come quella libica e quella libanese, che devono ripartire dopo periodi di conflitto ed emergenza nazionale.

Riferimento anche alla necessità di rispettare i diritti delle donne, di cui la pandemia "ha fatto brillare la forza", che però sono ancora troppo spesso vittime di violenza. Impossibile rispettare i diritti umani, quindi, senza prima rispettati quelli delle donne.

Rispetto al tema dei migranti, "che la pandemia ha reso più fragili", l'Italia propone un'azione strutturata, multilaterale, solidale e multi-livello, poiché bisogna contrastare la tratta di esseri umani ma anche disporre di una visione di lungo periodo in grado di comprendere le cause profonde del fenomeno.

"Tra gli effetti negativi che la pandemia ha avuto nelle aree di crisi vi è l’ulteriore peggioramento delle condizioni di già estrema vulnerabilità dei migranti. I flussi migratori irregolari sono una sfida globale a cui la Comunità internazionale non può che fornire risposte a livello multilaterale. Serve un’azione strutturata intorno ai principi di solidarietà e di responsabilità, fondata sul partenariato con i Paesi di origine, di transito e di destinazione dei flussi", ha detto Conte.

Se la pandemia ha messo in luce le debolezze e la forza della comunità internazionale, vi è la consapevolezza che allora "solo insieme ne usciremo" e che questo è il "momento di mettersi in cammino, momento del coraggio, della visione, come 75 anni fa", ha concluso. 

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