05:59 24 Ottobre 2020
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Il leader delle Sardine commenta le elezioni soffermandosi anche sulla sfida a distanza tra Salvini e Zaia, giudicando inevitabile la vittoria di quest'ultimo, che "è più intelligente e più credibile ma ugualmente spregiudicato nel manipolare il consenso".

In un'intervista concessa ad AdnKronos, Mattia Santori ha commentato i risultati delle elezioni regionali, in particolare in Toscana ed Emilia-Romagna, e quello del referendum.

Per il leader delle Sardine inevitabile la vittoria di Zaia nel confronto a distanza con Salvini per la leadership della Lega, ipotizzabile da molto prima delle elezioni. 

"Che Salvini fosse bollito lo diciamo da novembre 2019, Zaia ha battuto uno zombie. Salvini a furia di girare l’Italia promettendo 'prima voi' ha fatto venire il dubbio a chi pensava veramente di essere il primo. Ma Zaia non è meglio di Salvini, è più intelligente e più credibile ma ugualmente spregiudicato nel manipolare il consenso. Si è saputo difendere bene e, purtroppo, Lorenzoni non ha avuto sostegno da chi lo ha candidato", ha ammonito. 

Santori ha commentato anche il risultato in Toscana, dove Eugenio Giani ha battuto Susanna Ceccardi.

"Sulla Toscana ci sarebbe tanto da analizzare: quando ti muovi sul campo, e noi lo abbiamo fatto, percepisci chi ci sta davvero mettendo anima e cuore e chi invece perde tempo a parlare di nomi, seggi e strategie elettorali", ha commentato.

Ha ammonito comunque l'atteggiamento del centrosinistra, troppo sicuro dei consensi nella regione e per questo refrattario a un auspicabile cambiamento. Così è successo nelle Marche, dove il centrodestra ha detronizzato un centrosinistra che si riteneva sicuro in un suo feudo. Riguardo la Toscana, ha comunque salutato con piacere l'elezione del giovane consigliere Iacopo Melio. 

Inevitabili i commenti anche per il risultato del referendum sul taglio dei parlamentari.

Secondo Santori l'elettorato di sinistra si conferma privo di un riferimento e il risultato è anche frutto dello "scollamento tra la politica partitica e i cittadini". 

"Sappiamo tutti che la lotta è stata impari: da un parte la quasi totalità dei partiti, anni di retorica populista e un sistema mediatico nettamente schierato per il 'sì', come testimonia la delibera Agcom. Nonostante questo, quasi otto milioni di persone hanno optato per il 'no', dando un’immagine plastica dello scollamento tra partiti ed elettori", ha commentato. 
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