01:33 22 Ottobre 2020
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Coronavirus nel mondo: oltre 30 milioni contagiati (108)
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L'Italia disciplinata e più prudente nelle aperture, ha permesso di controllare meglio il contagio. Arriva il riconoscimento anche del Financial Times.

In Europa lo spauracchio del lockdown “secondo tempo” è più che una minaccia. Nel Regno Unito Boris Johnson ha applicato restrizioni severe ai locali che dovranno chiudere alle ore 22 per i prossimi sei mesi. In Francia si vive una fase di restrizione significativa, con l’obbligo di indossare la mascherina nei luoghi pubblici a qualsiasi ora del giorno. Anche la Spagna ha reintrodotto delle restrizioni alla mobilità a Madrid.

Secondo l’analisi del Financial Times, l’Italia resiste meglio per tre motivi principali.

Il primo è legato al fatto che ha dovuto affrontare per prima in Europa una emergenza sanitaria senza precedenti dal secondo dopo guerra a oggi. Abbiamo avuto quindi più tempo per organizzarci e per pianificare le strategie di contenimento da attuare.

Inoltre l’eliminazione delle restrizioni in Italia è stata più graduale, meno affrettata rispetto ad altri Paesi che già a Pasqua annunciavano la riapertura delle attività dopo poche settimane di lockdown.

La differenza tra l’Italia e altri Paesi europei sta anche nell’ordinamento giuridico. Il presidente del Consiglio ha “l’arma” del Decreto del presidente del consiglio dei ministri (Dpcm) che può emanare in qualsiasi momento e senza limiti temporali o di numero.

Negli altri Paesi le normative prevedono forme di restrizione delle libertà differenziate. Insomma, l’Italia avrebbe lo strumento giuridico giusto per imporre le necessarie restrizioni quando e dove servono.

Vedasi come l’Italia ha reagito durante l’estate quando era chiaro che la situazione stava sfuggendo di mano un po’ a tutti in Europa. Con un nuovo Dpcm l’Italia ha imposto lo stop ai balli nelle discoteche e imposto la mascherina dalle 18 alle 6 del mattino nelle aree dove si creano assembramenti naturali. Misure estese fino al 7 ottobre almeno.

Gli italiani più disciplinati

Altro fattore che sembra essere un ottimo riduttore della diffusione del virus, lo si deve alla maggiore disciplina degli italiani nell’indossare la mascherina.

In Italia rispetto ad altri Paesi la norma che impone l’uso del dispositivo di protezione delle vie respiratorie è meno disatteso rispetto ai partner europei.

Senza contare il fatto che ovunque si vada in Italia è obbligatorio lasciare i propri dati personali per essere rintracciabili in qualsiasi momento.

Queste misure hanno permesso un controllo più capillare e scongiurato che piccoli focolai potessero esplodere colpendo più ampie fette della popolazione nazionale.

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