15:20 31 Ottobre 2020
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Condannata a 6 mesi per falso in atto pubblico, si auto-sospende dal M5S, ma non si dimette dalla carica di sindaco. L'assoluzione dall'accusa di abuso di ufficio non fa scattare la legge Severino.

L'assoluzione dall'accusa di abuso d'ufficio non fa scattare a legge Severino per Chiara Appendino, che può così mantenere l'incarico di sindaco di Torino, pur essendo stata condannata a 6 mesi con la condizionale per falso in atto pubblico. Mantiene il suo scranno a Palazzo Civico, ma si auto-sospende dal Movimento 5 Stelle. 

“Sono stata assolta per tre reati su quattro - ha dichiarato la Appendino all'uscita dal tribunale - perché il fatto non sussiste. Resta l’episodio del 2016 e aspettiamo di leggere le motivazioni della sentenza ma continuo a essere convinta di aver agito per il bene dell’ente. Porterò a termine il mio mandato, questa sentenza non me lo impedisce. E mi autosospendo dal Movimento come prevede il codice etico”.

Condannato a otto mesi anche il suo ex braccio destro, Paolo Giordana, e l’assessore Sergio Rolando a sei mesi. Il giudice Alessandra Pfiffner ha invece prosciolto da tutte le accuse il direttore del settore finanza Paolo Lubbia.

Il processo a Chiara Appendino

Il caso che ha trascinato il sindaco di Torino in tribunale è quello del debito Ream, un fondo immobiliare di Unicredit, da cui la precedente giunta comunale  aveva ottenuto 5 milioni di euro da usare come caparra per esercitare un diritto di prelazione sul progetto di rinascita dell'area ex Westinghouse. 

La somma doveva essere restituita nel 2016, ma il sindaco e il suo staff optarono per posticiparne la restituzione, per non sottrarre fondi ai servizi comunali nel primo anno di amministrazione Appendino. Questo ha fatto scattare l'inchiesta penale, con l'accusa di aver usato un artificio contabile per far sparire il debito e far quadrare i conti. 

Il ritorno personale politico, su cui si basava l'accusa di abuso d'ufficio, non è stato riconosciuto dal giudice che ha assolto il sindaco di Torino dal reato di abuso d'ufficio. Ma la condanna a sei mesi apre un caso politico all'interno del movimento, perché in base al regolamento la Appendino dovrebbe essere espulsa. 

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M5S, Torino, Italia
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