13:29 21 Ottobre 2020
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I 18 marittimi sono trattenuti da 20 giorni a Bengasi, dopo essere stati fermati dalla guardia costiera di Khalifa Haftar a 38 miglia nautiche dalla costa. Adesso si troverebbero in carcere con un'accusa per possesso di stupefacenti.

In una breve lettera inviata al Quirinale, gli armatori e i familiari dei 18 marittimi di Mazara del Vallo, arrestati dalle autorità libiche, hanno chiesto di essere ricevuto dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte e riferiscono che da domani lunedì 21 settembre, saranno a Roma e lì resteranno fino all'avvenuto rilascio dei pescatori e delle due motopesca, Antartide e Medinea. 

Le proteste quotidiane delle mogli, figli e madri che quotidianamente che chiedono allo Stato di impegnarsi per la liberazione dei propri cari, si sposteranno dunque dal porto di Mazara del Vallo a Palazzo Chigi.

La richiesta è arrivata da uno dei capitani sotto arresto a Bengasi, che in collegamento telefonico con la madre, Rosetta Ingargiola, durante un sit in al molo,  ha chiesto ai familiari di fare tutto il possibile per la loro scarcerazione.

Il suo appello è stato immediatamente accolto dalla comunità mazarese. 

I 18 marittimi dei pescherecci Antartide e Medinea, salpati da Mazara del Vallo, sono trattenuti dal primo settembre a Bengasi, dopo essere stati fermati dalla guardia costiera della libica. Inizialmente, a 38 miglia nautiche da Bengasi, le motovedette della guardia costiera di Haftar, hanno bloccato 4 pescherecci.

Mentre i rispettivi capitani venivano tradotti di una delle imbarcazioni libiche, due pescherecci sono riusciti a fuggire, mentre Antartide e Medinea, con 14 uomini in tutto, sono state catturate. 

I marittimi sono rimasti in stato di fermo sino a quando, ieri, non è stato comunicato l'arresto e il trasferimento in carcere, in seguito al presunto ritrovamento di panetti di droga. Un elemento che complica la situazione e fa crescere i timori dei familiari per i loro cari. La vicenda, tuttavia, non è stata ancora confermata dall'unità di crisi della Farnesina. 

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