15:20 31 Ottobre 2020
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Una nuova ricerca presentata in occasione della Giornata mondiale dell'Alzheimer, dimostra che il lockdown ha peggiorato le condizioni di vita dei portatori della malattia neurodegenerativa.

Il lockdown in Italia ha peggiorato le condizioni di vita dei malati di Alzheimer, peggiorando i loro disturbi comportamentali.

Il 60% dei pazienti ha subito dei peggioramenti riporta la ricerca della Società italiana di neurologia per le demenze SINdem.

La ricerca viene pubblicata a pochi giorni dalla Giornata mondiale contro l’Alzheimer che cade come ogni anno il 21 settembre.

L’Alzheimer è una malattia molto subdola che travolge la vita delle persone che diventano completamente dipendenti dai loro familiari, senza che abbiano la minima possibilità di reazione.

La malattia è progressiva e nessun farmaco al momento è in grado di contrastarla. La ricerca ha forse scoperto un farmaco, l’aducanumab, il quale è un anticorpo monoclonale che si sta dimostrando di una certa speranzosa efficacia nelle prime fasi della malattia. Esso riesce a rimuovere l’accumulo di beta-amiloide responsabile della malattia neurodegenerativa.

Colpito 1 anziano su 4 oltre gli 80 anni

Secondo le stime attuali ci sono nel mondo 40 milioni di persone affette da Alzheimer, di cui oltre un milione di casi in Italia.

Superati gli 80 anni la patologia impatta sulla vita di 1 persona su 4, con conseguenti rilevanti problemi per il suo accudimento.

Numeri che purtroppo sono destinanti a salire perché la vita media della popolazione mondiale si sta elevando, e le demenze senili si sviluppano appunto nella fase più avanzata della vita.

La stima degli esperti è un raddoppio dei casi ogni 20 anni.

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