21:32 19 Settembre 2020
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Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha dichiarato in onda su Radio24 che l'Italia non accetterà "ricatti sui nostri connazionali" in merito al caso dei 18 pescatori italiani in stato di fermo in Libia.

“Non accettiamo ricatti sui nostri connazionali, devono tornare a casa, e ho detto a tutti che dobbiamo essere pienamente coordinati perché questo lavoro va fatto con molta attenzione”, ha dichiarato Di Maio in onda su Radio24.

Il ministro ha affermato che ieri mattina ha avuto una videoconferenza "con il sindaco di Mazara del Vallo, con le famiglie dei pescatori e gli armatori" e che gli ha detto che il governo sta lavorando "per sentire tutti gli attori internazionali che hanno un’influenza sul generale Haftar per ottenere il rilascio”, ha spiegato Di Maio, aggiungendo di aver già parlato con gli omologhi di Emirati Arabi Uniti e Russia.

Secondo il ministro i pescatori “non sono in prigione ma in stato di fermo, ci informiamo del loro stato di salute ogni giorno e presto convocheremo un vertice di governo sul tema”.

“Stiamo lavorando anche con un basso profilo per ottenere risultati”, ha concluso.

Il sequestro

In precedenza due pescherecci italiani della marineria trapanese sono stati fermati da militanti libici nelle acque antistanti alla Cirenaica. I militanti hanno sequestrato i 18 marinai dell'equipaggio, che sono stati successivamente portati a Bengasi.

C'erano altri due pescherecci nel gruppo che tuttavia sono riusciti a fuggire alla cattura.

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