20:41 29 Settembre 2020
Italia
URL abbreviato
0 20
Seguici su

Avevano prelevato in gioventù della sabbia rosa dall'area protetta dell'Arcipelago de La Maddalena, a distanza di anni si sono pentiti e hanno restituito la sabbia all'Ente Parco.

Da giovani avevano visitato l’arcipelago de La Maddalena e non avevano resistito al fascino della sabbia rosa portandola a casa al termine della vacanza.

A distanza di molti decenni e grazie forse alla nuova sensibilità verso il rispetto dei luoghi naturali che si visitano durante i periodi di vacanza, due turisti si sono pentiti del gesto compiuto ed hanno restituito la sabbia al Parco nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena.

In un caso un turista ha contattato l’Ente parco chiedendo di poter restituire un vasetto di sabbia rosa prelevato 30 anni fa. I responsabili del Parco lo hanno accompagnato a Budelli e gli hanno permesso di restituire personalmente alla spiaggia la sabbia.

Poi un secondo turista ha fatto recapitare al Parco di La Maddalena un pacco contenente sabbia rosa prelevata ben 50 anni fa.

Il ringraziamento dell’Ente Parco

“Ringraziamo entrambi i signori per essersi pentiti e aver compreso che la sabbia non è un souvenir per abbellire le nostre case e aver voluto rimediare al gesto commesso. Ricordiamoci che "le piccole cose sono responsabili dei grandi cambiamenti" (Paulo Coelho). Ha scritto l’Ente parco su Facebook.

Un gesto che si spera ora possa essere seguito da molti altri turisti pentiti, che potranno inviare la sabbia rosa spedendo il pacco all’indirizzo presente sul sito web in forma anche anonima.

Anche i turisti che hanno sottratto sabbie presso altre aree protette potrebbero emulare questi due turisti pentiti.

Correlati:

Rubano sabbia dalle spiaggie sarde come souvenir: multa di 1000 euro a turisti francesi
Marte e le curiosità di Curiosity: immortala la danza di un ‘diavolo di sabbia’
Multa di 1000 Euro per turista trovato all'aeroporto con sabbia di una spiaggia della Sardegna
Tags:
Sardegna, Mare
RegolamentoDiscussione
Commenta via SputnikCommenta via Facebook