02:43 20 Ottobre 2020
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Poste Italiane e il servizio raccomandata pubblicizzato in modo ingannevole. Grave danno ai consumatori e al sistema giustizia italiano scrive l'AGCM sanzionando la società.

L’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha irrogato a Poste Italiane una sanzione di 5 milioni di euro in relazione ad una pratica commerciale scorretta che ha riguardato la consegna delle raccomandate e il ritiro digitale delle raccomandate.

Secondo l’AGCM la promozione del servizio di Poste Italiane è stata ingannevole violando il Codice del consumo.

Ma l’AGCM ci tiene a sottolineare che ha erogato il massimo della pena prevista dalla legge e che tale sanzione “non risulta deterrente in rapporto al fatturato specifico di Poste Italiane nel 2019 pari a 3,492 miliardi di euro”.

L’Autorità garante mette in evidenza di avere avuto le mani legate perché l’Italia non ha ancora recepito “nell’ordinamento nazionale la Direttiva Europea 2019/2161 che fissa il massimo edittale della sanzione irrogabile al 4% del fatturato annuo”.

Fatti di estrema gravità

L’AGCM non esita a definire la condotta di Poste Italiane spa di “estrema gravità e frequenza della pratica” per i “notevolissimi danni arrecati ai consumatori”.

Infatti non solo i postini non consegnavano a mano la raccomandata anche quando la persona era in casa, fatti che l’AGCM ha appurato con prove materiali, ma la pratica ha causato un danno sistemico all’apparato giudiziario “del Paese per i ritardi dovuti ad errate notifiche nell'espletamento dei processi, soprattutto quelli penali, con conseguente prescrizione di numerosi reati, come più volte affermato nelle Relazioni Annuali sullo stato della giustizia citate nel provvedimento.”

Poste Italiane per ora non ha emesso alcun comunicato stampa di risposta.

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