13:50 27 Ottobre 2020
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Per il segretario della Lega Matteo Salvini l'inchiesta sui presunti fondi della Lega non porterà a rinvenire irregolarità.

Ai microfoni di Rtl 102,5 il leader della Lega Nord Matteo Salvini è tornato a fare il punto sulla situazione dei commercialisti legati alla Lega, finiti ai domiciliari per l'inchiesta di Milano.

L'ex ministro dell'Interno si è detto tranquillo circa il fatto che la magistratura, svolgendo il proprio lavoro, non rinverrà alcuna irregolarità:

"Non parlo di giustizia a orologeria, possono scannerizzare i miei conti correnti, quelli della Lega, non troveranno soldi, come per la Russia, per i 49 milioni. L'unico processo che c'è è quello del 3 ottobre, che mi riguarderà per sequestro di persona e lì mi dichiarerò colpevole", sono state le parole di Salvini.

Nei giorni scorsi, nell'inchiesta relativa ai fondi della Lega, ha fatto la propria comparsa una fiduciaria panamense in Svizzera nelle carte dell'inchiesta sui presunti fondi dell Lega, che ha portato agli arresti domiciliari di tre commercialisti vicini al Carroccio, attraverso la quale sarebbero stati schermati gli 800 mila euro ricavati dalla vendita gonfiata di un immobile acquisito dalla Lombardia Film Commission. 

Sotto la lente degli inquirenti c'è il passaggio del flusso di denaro incassato dalla transizione illegittima dall'Italia alla Svizzera. I magistrati hanno avviato una rogatoria nel paese elvetico per accertare la destinazione finale della di una parte della somma, transitata attraverso il conto offshore con base in Svizzera. 

Nel fascicolo della procura di Milano compare anche il nome del leader della Lega, Matteo Salvini, per una cena avvenuta a fine maggio con uno dei tre commercialisti finiti nell'inchiesta, Andrea Manzoni, da due giorni agli arresti domiciliari.

Secondo le carte degli inquirenti, alla cena avrebbe preso parte anche Roberto Calderoli, che smentisce categoricamente la sua presenza, e Stefano Borghesi, anche lui commercialista. 

L'arresto dei tre commercialisti legati alla Lega

Tre commercialisti ritenuti vicini alla Lega sono finiti agli arresti domiciliari per il loro coinvolgimento nell’inchiesta della Procura di Milano sulla compravendita a prezzi gonfiati di un immobile a Cormano da parte della Lombardia Film Commission.

Ai tre interessati, Michele Scillieri, Alberto Di Rubba e Andrea Manzoni, sono stati contestati i reati di peculato, turbata libertà nel procedimento di scelta del contraente e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte. Per l'accusa l'operazione avrebbe due obiettivi criminali: frodare il fisco e incassare soldi pubblici. L'inchiesta corre parallelamente a quella della procura di Genova, sui 49 milioni della Lega.

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