02:25 28 Settembre 2020
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Nel mirino degli inquirenti 800 mila euro incassati dalla vendita gonfiata di un immobile per Lombardia Film Commission. La somma è transitata da una fiduciaria panamense e la magistratura ha avviato una rogatoria per conoscerne la destinazione.

Spunta una fiduciaria panamense in Svizzera nelle carte dell'inchiesta sui presunti fondi dell Lega, che ha portato agli arresti domiciliari di tre commercialisti vicini al Carroccio, attraverso la quale sarebbero stati schermati gli 800 mila euro ricavati dalla vendita gonfiata di un immobile acquisito dalla Lombardia Film Commission. 

Sotto la lente degli inquirenti c'è il passaggio del flusso di denaro incassato dalla transizione illegittima dall'Italia alla Svizzera. I magistrati hanno avviato una rogatoria nel paese elvetico per accertare la destinazione finale della di una parte della somma, transitata attraverso il conto offshore con base in Svizzera. 

Nel fascicolo della procura di Milano compare anche il nome del leader della Lega, Matteo Salvini, per una cena avvenuta a fine maggio con uno dei tre commercialisti finiti nell'inchiesta, Andrea Manzoni, da due giorni agli arresti domiciliari.

Secondo le carte degli inquirenti, alla cena avrebbe preso parte anche Roberto Calderoli, che smentisce categoricamente la sua presenza, e Stefano Borghesi, anche lui commercialista. 

Matteo Salvini, durante un comizio ad Avellino avvenuto ieri, ha detto ai giornalisti di non essere preoccupato, "per la semplice ragione che non ci sono motivi per esserlo", e ha ribadito la fiducia nella magistratura. Anche il vice-segretario del Partito, Giancarlo Giorgetti, ha espresso "piena fiducia nei commercialisti e quindi nel percorso della giustizia". 

La procura, dal canto suo, ha chiarito che durante la cena con Salvini e Calderoli nessun microfono era attivato, poiché ""il captatore Trojan era attivo soltanto sui telefoni del commercialista Michele Scillieri e del presunto prestanome Luca Sostegni". 

L'arresto dei tre commercialisti vicini alla Lega

Tre commercialisti ritenuti vicini alla Lega sono finiti agli arresti domiciliari per il loro coinvolgimento nell’inchiesta della Procura di Milano sulla compravendita a prezzi gonfiati di un immobile a Cormano da parte della Lombardia Film Commission.

Ai tre interessati, Michele Scillieri, Alberto Di Rubba e Andrea Manzoni, sono stati contestati i reati di peculato, turbata libertà nel procedimento di scelta del contraente e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte. Per l'accusa l'operazione avrebbe due obiettivi criminali: frodare il fisco e incassare soldi pubblici. L'inchiesta corre parallelamente a quella della procura di Genova, sui 49 milioni della Lega.

Tags:
Procura Generale, Milano, Lega
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