19:13 30 Novembre 2020
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In precedenza il presidente della regione Piemonte ha firmato un'ordinanza per misurare la temperatura corporea degli studenti direttamente a scuola.

Il ministro dell'Istruzione, Lucia Azzolina, nega categoricamente che le linee guida sulla ripartenza dell'anno scolastico possano essere modificate a pochi giorni dal ritorno in classe, fissato per il 14 settembre.

"Ne abbiamo parlato, è il ministero della Salute che potrebbe impugnare, non escludo si deciderà nelle prossime ore", ha dichiarato la ministra durante una visita ufficiale a Biella, in merito all'ordinanza emessa ieri dal presidente del Piemonte, Alberto Cirio, che prevede la misurazione della temperatura corporea degli studenti anche a scuola.

"Credo non si possa quattro giorni prima della riapertura delle scuole cambiare le regole come fosse un gioco. Ci vuole rispetto e fiducia per le famiglie, per i dirigenti scolastici che hanno fatto un lavoro eccezionale, per i cittadini piemontesi", ha aggiunto Azzolina.

"A fine giugno - ha sottolineato - abbiamo approvato delle linee guida insieme a tutte le Regioni, Piemonte compreso, dove il Cts , il Comitato tecnico scientifico del ministero della Salute ha detto chiaramente che la misurazione della temperatura va fatta a casa anche per evitare che studenti già contagiati vadano sugli autobus e contagino gli altri, queste solo le regole nazionali".

Il rientro in classe

La scuola ripartirà il 14 settembre dopo la lunga pausa dovuta al lockdown, durante la quale le lezioni di sono tenute on line, attraverso la Didattica a Distanza (DaD). In Puglia e Campania la prima campanella per il rientro in classe suonerà il 24 settembre, dopo le elezioni regionali del 20 e 21, mentre in Trentino gli studenti sono rientrati in classe il 7 settembre. 

Il ritorno a scuola prevede delle linee guida da seguire per evitare la diffusione dei contagi. Tuttavia la ripartenza dell'anno scolastico crea preoccupazione su sette genitori su dieci. Secondo un'indagine di Save The Children/Ipsos il 70% dei genitori sono preoccupati per il ritorno in classe. 

La principale causa di ansia per le famiglie è data dall’incertezza circa le modalità di ripresa (60%), seguita dai rischi legati al mancato distanziamento fisico (51%) e quindi dalle possibili variazioni di orario di entrata/uscita da scuola che potrebbero non essere compatibili con gli impegni lavorativi dei genitori (37%), specialmente per i genitori di bambini di 4-6 anni (45%). 

Ma preoccupa anche la sostenibilità economica del ritorno in classe, come l'acquisto dei libri di testo, che un genitore su dieci ritiene di non poter acquistare a causa della riduzione del reddito dovuta alla crisi economica per l'emergenza sanitaria. 

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Coronavirus, Scuola, Italia
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