20:37 29 Settembre 2020
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Secondo l'ultima stima di Unioncamere relativa ai fabbisogni occupazionali tra il 2020 e il 2024, nei prossimi 5 anni quasi 900mila laureati, altrettanti diplomati e oltre 680mila persone con qualifica professionale troveranno lavoro. Per i professionali tuttavia ci saranno le maggiori difficoltà.

L'ultima stima di Unioncamere relativa ai fabbisogni occupazionali tra il 2020 e il 2024, elaborata nell'ambito del Sistema informativo Excelsior, quantifica in 1,8 milioni di persone, tra laureati e diplomati, il numero di chi troverà lavoro nei prossimi 5 anni insieme a oltre 680mila persone con qualifica professionale per integrare o sostituire il personale uscente per ragioni di età.

Tuttavia per gli indirizzi di formazione e istruzione professionale si prospettano le maggiori difficoltà, visto che, in 4 casi su 10, i profili di riferimento non saranno disponibili sul mercato. 

"Nel quinquennio 2020-2024 i laureati e i diplomati dovrebbero rappresentare nel complesso il 69% del fabbisogno occupazionale - con una quota particolarmente elevata richiesta dal settore pubblico, pari al 92% - mentre il personale con qualifica professionale peserà per il 26% (quasi esclusivamente destinato ai settori privati). Per un ulteriore 5% di fabbisogno di personale non sarebbe necessaria una particolare qualifica o titolo di studio" si legge nel rapporto di Unioncamere.

I titoli più richiesti per il prossimo quinquennio

Per i laureati (34% della domanda) tra i principali indirizzi universitari richiesti nel quinquennio 2020-2024 emergono

  • l’indirizzo medico-paramedico
  • l’indirizzo economico
  • ingegneria
  • insegnamento
  • formazione
  • area giuridica.

Le previsioni relative al fabbisogno di diplomati (35% del totale), ripropongono la preminenza invece dell’indirizzo amministrativo, seguito da industria e artigianato, dai licei, turismo e socio-sanitario.

Più difficoltosa l'occupazione per i professionali, offerta in grado di soddisfare il 60% della domanda

Infine, per quanto riguarda la domanda di occupati per gli indirizzi dell’Istruzione e Formazione Professionale (IeFP), si stima che il fabbisogno si concentrerà in prevalenza negli indirizzi ristorazione, benessere, meccanico, servizi di vendita e amministrativo segretariale. In generale, il mismatch domanda-offerta per l’istruzione e formazione professionale si presenta eclatante, essendoci un’offerta complessiva in grado di soddisfare solo il 60% della domanda potenziale.

Nella giornata di oggi l'ultimo rapporto Istat ha mostrato che nel secondo semestre del 2020 sono andati persi 841 mila posti di lavoro su base annua. La perdita di lavoro si è concentrata principalmente tra il mezzogiorno e i giovani under 35.

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