13:08 24 Settembre 2020
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Il medico di fiducia di Silvio Berlusconi ha rivelato che se il Cavaliere si fosse ammalato durante la prima ondata, probabilmente il decorso della malattia avrebbe potuto essere per lui fatale.

Qualora l'ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi avesse contratto il coronavirus durante la prima ondata, tra i mesi di marzo e aprile, probabilmente oggi non sarebbe più vivo.

A rivelarlo durante la puntata di ieri sera di Piazzapulita, su La7, è il professor Alberto Zangrillo, medico curante del Cavaliere e responsabile dell'unità operativa di terapia intensiva generale e cardiovascolare dell’Irccs Ospedale San Raffaele di Milano.

"La carica virale del tampone nasofaringeo di Berlusconi era talmente elevata che a marzo-aprile non avrebbe avuto l’esito che fortunatamente ha ora. L'avrebbe ucciso? Assolutamente sì. Molto probabilmente sì e lui lo sa", ha affermato l'esperto.

Il ricovero di Silvio Berlusconi

All'inizio della scorsa settimana Silvio Berlusconi è risultato positivo al tampone laringeo per il Covid-19, e le sue condizioni di salute erano inizialmente buone.

Nel pomeriggio del 3 settembre il leader di Forza Italia era anche intervenuto in diretta telefonica ad un convegno organizzato dal suo partito a Genova, ringraziando tutti coloro che gli hanno mostrato solidarietà e promettendo di continuare ad essere presente nella campagna elettorale.

Il giorno successivo, il 4 di settembre il Cavaliere ha avuto però un peggioramento, che ha costretto il suo entourage a disporre il ricovero presso l'ospedale San Raffaele di Milano, dove gli è stata diagnosticata una polmonite bilaterale in stadio iniziale.

Negli ultimi giorni le condizioni di Berlusconi sono state definite in miglioramemnto e lo stesso Cavaliere il 9 settembre si è collegato in diretta telefonica durante la riunione del gruppo di Forza Italia alla Camera.

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