00:55 24 Ottobre 2020
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A guidare la città di Roma si candida la senatrice del Partito Democratico Monica Cirinnà. La sua fuga in avanti senza avvisare il partito, che ritiene statico sulla scelta del candidato.

Monica Cirinnà si vuol candidare alla guida di Roma capitale e rappresentare così non solo il Partito Democratico, ma anche gli animalisti, i vegetariani e le femministe di Roma.

Nel frattempo nel PD si cerca un candidato forte da presentare che zittisca tutti e che eviti fughe in avanti come quella della Cirinnà scrive La Repubblica, ma per ora questo candidato autorevole non si trova.

Il PD vuol evitare di imbattersi in un altro caso Ignazio Marino che arrivò a scomodare l’allora presidenza del partito (presidente era Matteo Orfini che lo invitò a farsi da parte), o di presentare un candidato che non ha la forza di un Veltroni di inizio millennio.

L’attivismo della Cirinnà vuole essere uno sprone al suo partito: “stanno tutti fermi”, dice.

Ma il motivo dell’apparente immobilismo riguarda le elezioni regionali, che al momento hanno la priorità sulle elezioni di Roma e Milano previste per il prossimo anno.

Nessun avviso previo al partito

Difensore dei diritti e delle libertà, non ha minimamente pensato di dover prima avvertire il partito di questa sua scelta.

E come donna libera la Cirinnà intende “correre alle primarie, se ci saranno, per mettere al servizio di Roma 20 anni trascorsi in consiglio comunale e 7 in Senato”.

Non crede alla figura “dell’unto del Signore” Cirinnà e si dice disposta addirittura a non prendere lo stipendio da sindaco: “Io non cerco poltrone né uno stipendio”.

Tuttavia, occupare la poltrona da primo cittadino di Roma è per ora solo una intenzione personale perché per sua stessa ammissione non è chiaro se vi saranno delle primarie di partito o di colazione per scegliere il candidato sindaco.

Gli altri candidati di cui si parla

Molti i nomi blasonati del PD che si vorrebbe come candidati sindaci della capitale d’Italia. Tra le fantasie il nome dell’attuale presidente del Parlamento europeo David Sassoli, ma anche il ministro all’Economia Roberto Gualtieri, che si vorrebbe così strappare al suo compito governativo.

Tra i nomi che sono stati fatti emerge quello dell’ex presidente del Consiglio Enrico Letta, la meteora a Palazzo Chigi scalzata da Matteo Renzi. Letta è da tempo fuori dalla politica parlamentare, ma non da quella del PD.

Tuttavia nessuno di questi si è reso disponibile a finire la sua carriera politica a Roma.

Monica Cirinnà, di 57 anni, outsider che non ha altre ambizioni per sua stessa ammissione, si presterebbe volentieri a rivestire il ruolo che altri rifuggono.

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Politica Italiana, Roma
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