03:33 29 Settembre 2020
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Le scuole ripartono tra mille difficoltà e c'è già chi è in affanno. Alcune non garantiranno l'orario prolungato in questa prima fase: troppe le misure da applicare e poi mancano i docenti.

Se in Alto Adige l’efficienza di matrice più austriaca ha permesso un rientro poco traumatico degli scolari a scuola, nel resto d’Italia le scuole riaprono già col fiato corto.

Il presidente dell’Associazione nazionale dei presidi ha spiegato che almeno 1 scuola su 4 non riparte con il tempo pieno e non potrà garantire il servizio di mensa scolastica, almeno in questa fase iniziale.

Troppe le misure da mettere in campo, le procedure mai sperimentate prima da attuare. E così si moltiplicano le richieste di far slittare l’apertura della scuola al dopo elezioni.

Serve più tempo perché mancano gli spazi, mancano i docenti e mancano i banchi che in alcuni casi non arriveranno prima di fine ottobre o anche oltre.

Misure Anti-covid spiegate con fiori e pois in Alto Adige

Ai bambini delle materne le scuole dell’Alto Adige hanno fatto trovare fiori a delimitare i margini della cattedra e aule colorate con pois per indicare ai bambini come “giocare” con il distanziamento fisico rispetto ai compagni e compagne di classe.

Cosa succede senza il tempo pieno

La scuola senza il tempo pieno costringe le famiglie a riorganizzare la vita lavorativa perché i figli escono da scuola prima e ci vuole qualcuno che li riporti a casa.

Il problema docenti

Mancano all’appello ancora 50mila docenti e in Lombardia c’è una grossa carenza. A nulla è servito il sistema della chiamata veloce messo a punto dal ministero dell’Istruzione perché non ha dato i suoi frutti, tanto che il sindaco di Milano Giuseppe Sala lo ha definito “fiasco assoluto”.

E sabato e domenica Salvini e la Lega saranno in 1.000 piazze per chiedere le dimissioni di Lucia Azzolina.

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