13:46 27 Ottobre 2020
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Tra il 2018 e il 2020 il batterio ha causato il decesso di quattro neonati all'interno dell'azienda ospedaliera, causando lesioni celebrali permanenti ad altri nove.

Sono tre i medici sospesi in via cautelare dall'Ospedale Donna e Bambino di Borgo Trento, in provincia di Verona, per il caso del 'citrobacter' che tra il 2018 e l'inizio del 2020 ha mietuto quattro vittime. Lo rende noto la stessa Azienda ospedaliera con una nota.

I decessi dei quattro neonati sono avvenuti tutti nel reparto di terapia intensiva, dove i piccoli erano stati ricoverati subito dopo la nascita, con altri nove che invece avevano subito delle lesioni cerebrali permanenti.

La decisione è stata presa dalla commissione di esperti nominata dal governatore Luca Zaia, con la relazione finale che è stata compilata dal commissario dell'Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona, Francesco Cobello e alla quale sono state allegate le controdeduzioni richieste dal Direttore generale dell'Area Sanità Domenico Mantoan.

La commissione ha rilevato che "in Azienda viene utilizzato quasi esclusivamente latte già fornito dalle Aziende produttive in forma liquida, per il quale non viene richiesta alcuna manipolazione da parte degli operatori, e solo occasionalmente si utilizza latte in polvere per particolari esigenza del neonato"

Nel caso in analisi, invece, Cobello ha spiegato che "non viene utilizzata acqua potabile presa dal rubinetto, ma acqua minerale di bottiglia", con l'esperto che alla fine del documento ha ricordato come "la colonizzazione non significa malattia e non è nemmeno predittiva di futura malattia, ma soltanto indicativa di circolazione del batterio".

 

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