00:33 24 Ottobre 2020
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FdI propone coinvolgere i percettori di reddito di cittadinanza nel riavvio dell'anno scolastico, per sopperire alla carenza di personale Ata.

A pochi giorni dalla ripartenza delle scuole, ufficializzata per il 14 settembre, pendono ancora delle incognite irrisolte sul ritorno in classe, a partire dalla carenza del personale Ata, indispensabile per la ripartenza in sicurezza. Si fa largo l'ipotesi di impiegare i percettori del reddito di cittadinanza per sopperire alle funzioni di sorveglianza, sanificazione e igiene di ambienti e arredi, dopo l'approvazione a Montecitorio di un Odg presentato da FdI. 

“Impieghiamo i percettori di reddito di  cittadinanza, non ancora occupati, nelle scuole per colmare le carenze di organico tra i collaboratori. Un modo semplice ed efficace che  garantirebbe un’occupazione stabile a migliaia di italiani, ma  soprattutto riuscirebbe a dare un concreto contributo per risolvere  l’emergenza sanitaria nelle scuole. Con l’inizio dell’anno scolastico  sarà indispensabile una maggiore presenza a supporto delle attività quotidiane. L’impiego dei percettori di reddito di cittadinanza, all’interno dei plessi scolastici per intensificare l’attività di  sorveglianza, igienizzazione e pulizia arredi e locali”, hanno dichiarato le deputate di Fratelli d’Italia, Carmela Ella Bucalo e Paola Frassinetti, rispettivamente responsabile  scuola del dipartimento istruzione di Fdi e vicepresidente commissione Cultura.

Questa opzione comporterebbe il duplice vantaggio di coniugare la soluzione della carenza di organico alla stabilità di un impiego, in quanto il percettore del bonus riceverebbe un lavoro vero e proprio. Adesso che il parlamento ha approvato l'Odg toccherà al governo esprimere un parere e decidere a riguardo. 

Ripresa della scuole nell'incertezza e preoccupazione

Secondo una recente indagine condotta da Save the Children e Ipsos, dal titolo "La scuola che verrà: attese, incertezze e sogni all’avvio del nuovo anno scolastico”, ben 7 genitori su 10 sono preoccupati per il rientro a scuola. 

La principale causa di ansia per le famiglie è data dall’incertezza circa le modalità di ripresa (60%), seguita dai rischi legati al mancato distanziamento fisico (51%) e quindi dalle possibili variazioni di orario di entrata/uscita da scuola che potrebbero non essere compatibili con gli impegni lavorativi dei genitori (37%), specialmente per i genitori di bambini di 4-6 anni (45%). 

La data d'inizio dell'anno scolastico 2020-21 nella maggior parte delle regioni è fissata per lunedì 14 settembre.

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