23:26 26 Ottobre 2020
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Dall'inchiesta di Save the Children-Ipsos emerge la preoccupazione di padri e madri per l'incertezza che, a pochi giorni dal via alle lezioni, circonda l'avvio dell'anno scolastico post-Covid.

Il ritorno a scuola è ancora un'incognita e affligge le famiglie, che dubitano della sostenibilità dell'anno scolastico, sia da un punto di vista sanitario che economico. Dall'inchiesta condotta da Save the Children e Ipsos, dal titolo "La scuola che verrà: attese, incertezze e sogni all’avvio del nuovo anno scolastico”, emerge che 7 genitori su 10 sono preoccupati per il rientro a scuola. 

La principale causa di ansia per le famiglie è data dall’incertezza circa le modalità di ripresa (60%), seguita dai rischi legati al mancato distanziamento fisico (51%) e quindi dalle possibili variazioni di orario di entrata/uscita da scuola che potrebbero non essere compatibili con gli impegni lavorativi dei genitori (37%), specialmente per i genitori di bambini di 4-6 anni (45%). 

Al momento dell'indagine, infatti, solo 1 genitore su 4 era a conoscenza delle modalità di ripresa, ad esempio la suddivisione delle classi in gruppi, e se il 66% era a conoscenza della data di apertura, 7 genitori su 10 non avevano ricevuto alcuna comunicazione ufficiale dall'istituto dei figli circa le modalità organizzative e sulle norme comportamentali per il prossimo anno scolastico.

Ma a generare dubbi circa la ripartenza non sono soltanto ragioni legate alla paura dei contagi o all'incertezza sull'organizzazione dell'anno scolastico. Ci sono infatti ragioni economiche, legate alla riduzione del reddito delle famiglie dovuta all'insorgente crisi economica, che preoccupano i genitori sulla possibilità di accesso dei figli all'istruzione scolastica. 

Un genitore su 10 ritiene di non essere in grado di poter acquistare i testi scolastici per i figli, 7 su 10 fra quanti usufruiscono del servizio mensa si dichiarano preoccupati della possibile sospensione del servizio a causa delle norme anti-Covid, mentre 2 su 10 pensano di non poter sostenere le spese il prossimo anno.

Gli effetti di questa situazione hanno conseguenze sul corso formativo e di studi dei ragazzi. L'8% dei genitori ha dichiarato che il figlio ha dovuto optare per un istituto professionale, anziché andare al liceo, a causa dei problemi economici. Ma l'incertezza sull'organizzazione scolastica ha conseguenze anche sulla vita familiare. Dinnanzi alla possibilità di una riduzione dell'orario delle lezioni, i genitori sono disposti a rinunciare a una parte o alla totalità del proprio lavoro. Questa opzione riguarda per lo più le madri (23%) che i padri (4%). Nel 22% dei casi i nonni torneranno ad avere un ruolo fondamentale di pilastro delle famiglie nell'educazione dei nipoti. 

"L’obiettivo oggi da porsi non è tornare alla condizione pre-crisi, ma compiere un deciso passo in avanti sul diritto all’educazione di qualità per tutti, superando le gravi diseguaglianze che si sono consolidate in questi anni", spiega Raffaela Milano, Direttrice dei Programmi Italia-Europa di Save the Children. "Servono scuole sicure - prosegue - aperte tutto il giorno, accoglienti verso chi affronta maggiori difficoltà e in grado di far fronte alle crisi presenti e future. La riapertura oggi è ancora piena di incertezze, ma è una sfida sulla quale occorre investire tutte le energie e le risorse”. 
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Scuola, Italia
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