23:30 29 Settembre 2020
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Il 3 settembre 1982 il generale Dalla Chiesa veniva ucciso dalla mafia assieme alla moglie e a una guardia del corpo. Il presidente della Repubblica ne ha onorato la memoria.

Sono passati 38 anni da quando Carlo Alberto Dalla Chiesa, generale dell'Arma dei carabinieri e prefetto di Palermo, cadde sotto i colpi della mafia proprio mentre conduceva la sua lotta contro le cosche siciliane. Assieme a lui, nell'attentato di via Carini, persero la vita la moglie, Emanuela Setti Carraro, e  pochi giorni dopo l’agente Domenico Russo, per le ferite riportate.

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, commemora la memoria di Dalla Chiesa, che ha "servito lo stato, in situazioni e ruoli anche molto diversi l’uno dall’altro, sempre animato dalla stessa determinazione e dalla costante fiducia nella capacità delle Istituzioni di affermare la legalità" si legge in una nota ufficiale diramata dal Quirinale.

"Consapevole della necessità di una visione strategica globale contro la mafia così come contro il terrorismo - prosegue - cercava di individuare i punti deboli di ciascuna organizzazione criminale e gli strumenti più efficaci per colpirli. Nei suoi quattro mesi da Prefetto di Palermo, colse lucidamente le debolezze dell’attività di contrasto e i pericoli che si celavano nell’impegno isolato e non ancora ben coordinato di uomini e uffici. La sua azione contro la delinquenza mafiosa fu tragicamente interrotta ma le sue intuizioni - evidenzia - sono rimaste nel patrimonio comune di quanti hanno continuato a combatterla".

Carlo Alberto Dalla Chiesa, nella sua funzione di Prefetto, aveva compreso il "policentrismo della Mafia", un fenomeno che non era relegato alla Sicilia Occidentale e al suo capoluogo, come si riteneva erroneamente in quegli anni, ma che si diffondeva in tutta la regione e particolarmente a Catania, dove le famiglie tessevano legami stretti con Cosa Nostra.

Il ricordo di Guerini e Lamorgese

Il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, ricorda l'esempio del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa. 

"Un puro esempio di fedeltà allo Stato, coraggio e rigore morale. - scrive in un tweet - Per tutti noi e per le future generazioni".

​Anche il ministro degli Interni, Luciana Lamorgese, è intervenuta per celebrare l'anniversario della strage. 

"Dalla Chiesa ha avuto l’intento di riportare la legalità nella città di Palermo e soprattutto da prefetto della città, sia pure per pochi mesi, ha avuto la possibilità di incontrare tutti i sindaci e di dare un nuovo modulo operativo. Questa è l’attività svolta da Dalla Chiesa che nel corso di un lungo lavoro, anche da carabiniere, ha sempre trovato dei metodi operativi nuovi che poi ha utilizzato qui a Palermo, dove ha trovato la morte tragicamente a pochi mesi di distanza dalla morte di Pio La Torre", ha detto il capo del Viminale alla stampa, a margine della commemorazione.

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Mafia, Sergio Mattarella, Italia
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